Wednesday, December 31, 2014

Episode IV - first draft

Sono ormai giorni che quando corro all'aba non faccio altro che pensare a questi benedetti pirati somali. Non passa mattina che alla BBC non venga data notizia di un attacco, di un sequestro, della richiesta di un riscatto e delle preoccupazioni montanti che interessano tutti quei paesi che, a vario titolo, sono coinvolti nelle migliaia di natanti che solcano le acque del Golfo di Aden. Stamani in particolare, dopo esser tornati a ricordare per l'ennesima volta le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e l'accordo tra l'Unione europea e la NATO a World News hanno dato la notizia che della coalizione internazionale fanno parte anche navi russe, cinesi e, nientepopodimenoché, iraniane! Possibile che quattro scalzi e ignudi somali possano mettere tutta questa paura a mezzo mondo???
 
Per non far sembrare il tutto una fissazione governativa, la BBC ha poi intervistato un portavoce dell'International Maritime Bureau di Londra - un ufficio della Camera di Commercio Internazionale che, tra le altre cose, monitora la pirateria nel mondo. Il tipo, che aveva uno stranissimo accento, piuttosto che parlarci dei pirati, se l'è presa con la Corte europea dei diritti umani perché avrebbe condannato la Francia a compensare economicamente un gruppo di pirati somali perché, dopo averli catturati, non li ha immediatamente trasferiti a Parigi per processarli per direttissima. Il rimedio compensativo, intorno ai 9.000 euro, viene ritenuto dalla Corte di Strasburgo una somma equa per aver ristretto la libertà di persone sospettate di aver commesso un crimine in un luogo in cui sarebbero state messe a rischio la libertà e la sicurezza personale. 

Il tipo del Bureau si è poi lanciato in un'improbabile spiegazione delle difficoltà di recuperare le prove degli attacchi a mo' di giustificazione del trattenimento in Somalia dei sospetti, adducendo complicazione legate alla distanza da terra del luogo del delitto e alle circostanze. Quali fossero queste circostanze però non l'ha detto. E' vero che per il diritto internazionale i pirati sono la feccia delle feccie, e per questo non si meritano niente, ma qui, senza che si possano avere elementi di certezza, prove concrete, della commissione di un attacco, o del tentativo di abbordaggio, si "sequestrano" persone pescate nel Golfo di Ande, tutte naturalmente senza né arte né parte - né governo che li può in qualche modo "difendere" - e li si detengono chissà dove per poi farli sparire in qualche carcere in Europa. Altro che 9.000 euro ci vorranno per compensare qualcuno che poi dovesse risultare innocente. Tra l'altro, dopo le catture in mondovisione, non ci son più notizie sugli esiti dei processi...

Un paio di mesi fa, quando ero in visita ispettiva al cercare minorile di Nisida, a Napoli, ne avevo incontrati un paio: secchi come chiodi malgrado la generosa cucina partenopea, uno piccoletto che non pareva avere più di 15 anni, l'altro lungo lungo. Tutti i lunedì venivano 'tradotti', nel senso di trasportati, a Roma per gli interrogatori preliminari, che di solito duravano un paio di giorni, e poi rientravano a Nisida. Parlavano solo somalo ma, essendo a Napoli, si erano integrati molto alla svelta cogli altri detenuti locali. La loro cella guardava il mare...
 

Per quanto la BBC resti una delle migliori fonti d'informazione istituzionale, a World News nessuno, almeno nei programmi mattutini, ha mai quantificato gli attacchi andati a buon fine, buon fine per i "pirati" s'intende, né quante siano le persone coinvolte negli abbordaggi. Purtroppo nessuno s'è neanche posto il problema di porsi il problema. Forse dovrei lasciare un commento sul loro blog. Sicuramente, per via del coinvolgimento delle ingenti somme richieste, dell'importanza del materiale trasportato in quella parte del mondo, di possibili traffici illeciti legati a quelli legali e al coinvolgimento delle più importanti e potenti compagnie di assicurazione, immagino che sia difficile avere dei dati precisi, ma il fatto che siano coinvolte le Nazioni Unite, l'UE e la NATO dovrebbe far pretendere maggiora chiarezza sulle reali dimensioni del fenomeno. 

E invece sembra quasi che occorra mantenere la percezione di un clear and present danger.
 

Povera Somalia, anzi poveri somali.
 


WhatsApp Simone - "Lo zio, che sta meglio, si scusa ancora per il bidone di ieri sera e propone un brunch riparatore. Sempre a Testaccio?"

Io - "OK. All'una in un posto che mi pare si chiami REC qualcosa. E' subito dopo il ponte che da Trastevere porta a Testaccio. Ciao!"
 

S - "Capito capito. A poi!"

 

AnsaPolitico - "Pronto senatore, la disturbo? Sono Lenoni dell'ANSA le volevo fare un paio di domande sull'interrogazione sulle squadre anti-sette".
 

Io - "Buongiorno, nessun disturbo. Se son due di numero possiamo fare anche adesso".
 

AP - "Ci può dire quanti sono i casi all'attenzione delle squadre anti-sette?".
 

Io - "Guardi, non vorrei essere scortese, ma questa domanda la dovrebbe fare direttamente alla polizia, non a me. Che io sappia, e lo so esclusivamente perché son stato contattato da persone che sono coinvolte in indagini aperte anni or sono e che, malgrado non abbiano portato a nulla, non vengono chiuse, si tratta di pochissimi episodi. E si tratta di situazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono portate all'attenzione delle squadre anti-setta da associazioni cattoliche. Lo scriva chiaramente per favore. Non ci sono 'vittime' o 'parenti delle vittime' che sporgono denuncia, si tratta di 'segnalazioni', anche se forse il termine tecnico qui sarebbe 'soffiate', che mettono in moto un meccanismo di invadenza investigativa degna di miglior causa".
 

AP - "Che lei sappia si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano, oppure esistono anche nel resto d'Europa?"
 

Io - "Stiamo parlando delle squadre anti-sette, o delle 'sette'?"
 

AP - "Di tutt'e due".
 

Io - "Le 'sette', o gruppi di vario genere - segnalo che una di quelle al centro di un'inconcludente indagine in Italia è una scuola di yoga! - son presenti in tutto il mondo, e da anni. In Italia son un fenomeno poco diffuso, ogni tanto fanno notizia per qualche fatto di sangue o truffa, ma si tratta veramente di casi rarissimi. Le squadre anti-setta, invece, sono un'invenzione tutta nostrana. All'estero le attività di indagine sono svolte dalla polizia ma non da squadre speciali. Anche all'estero, mi si dice, non sempre si fanno indagini per perseguire un crimine…
 

AP - "E allora perché secondo lei in Italia si è arrivati ad avere dei nuclei di PS specializzati?"
 

Io - "Appena verrà risposto all'interrogazione glielo farò sapere! Per ora ho solo dei retro-pensieri. E' vero che alle volte a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si indovina, ma io resto garantista anche nei confronti del Ministero degli interni. Se comunque sottolinea la faccenda delle soffiate vedrà un indizio del perché della SAS lo trova..."
 

AP - "Grazie. Entro stasera esce il pezzo; adesso sento anche il sottosegretario Bini".
 

Io - "Me lo saluti e lo inviti a rispondere celermente così siamo tutti più contenti e meno preoccupati - ché quando si tratta dell'onere della prova, in Italia le cose son sempre gestite in modo sovietico. A risentirci".
 


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore Le scrivo per scusarmi se ieri son stata inopportuna nel chiederLe se fosse rimasto a Roma nel finesettimana senza spiegarLe il perché della domanda. Le volevo proporre di incontrare il mio professore che è a Roma in questi giorni per un caffè per coinvolgerlo nell'analisi in punto di diritto di quello di cui abbiamo parlato l'altro giorno".
 

Io - "Nessun problema dottoressa, anzi mi scusi se non le ho risposto ieri. Per me andrebbe meglio nel tardo pomeriggio. Sentiamoci dopo le 5. Grazie a più tardi".

 

Al Ristorante REC23 Cocktail Bar, Piazza dell'Emporio, Testaccio, Roma.
 

 Simone - "Oh finalmente! lo zio e il suo senatore preferito ricongiunti!"

Io - "Professore come stai? Che t'è successo ieri sera? Ormai non hai più il fisico, dovresti startene a casa ad ascoltare 'bella ciao!' con un brodino di bambini!"
 

P - "Non cambierai mai eh!"
 

Io - "Chi lotta per la libertà non può di certo cambiare. Anzi, siccome voi comunisti avete perso, il brunch - chi l'avrebbe mai detto che un giorno l'impero ci avrebbe conquistato anche in cucina - te l'offro io! Vi va bene il tavolo alto qui?"
 

S - "Tavolo alto ci fo un salto!"
 

P - "Benissimo, tanto io prendo giusto uno yogurt con della frutta, se ce l'hanno…"
 

Io - "Certo che ce l'hanno! E hanno anche tanta altra bella robina, guasi come alla mensa della casa del popolo, solo che qui si chiama all you can eat buffet! Giuro che non lo fo apposta - anche io non sopporto questa anglofonia de noantri - ma c'è scritto in maiuscolo sulla lavagna all'entrata. Puoi mangiare uno yogurtino e du' mele o sfondarti, ma paghi sempre la stessa cifra. Ah solo l'espresso è escluso, proprio come in America."
 

P - "Lo so, lo so, che non ti garba l'inglesorum. T'ho letto sul Foglio questa estate dove cazziavi non mi ricordo chi perché aveva preso una topica su awesome. Hai fatto bene, mi sei piaciuto che hai criticato un giornale di destra. Poi, detto poi da te che sei il più anglofilo che io conosca, m'è parso ancora più significativo smontare la tesi per cui l'inglese sia diffuso perché una lingua alla portata di tutti. L'inglese è un'altra truffa!".
 

S - "Già. L'assistente del mio capo-gruppo dice che il senatore parla inglese senza accento e come una mitragliatrice".
 

Io - "Ma non sarà che me la frequenti un po' troppo codesta assistente del tuo capo-gruppo? - che poi conoscendolo sarà anche una bella figliola…"
 

S - "Altro che!"
 

Io - "Ah ecco. Buon sangue non mente!"
 

P - "Lascia stare le figliole che anche te... piuttosto, ora che son passati tutti questi anni e non ci sente nessuno, mi dici perché alla fine non ti sei laureato in storia ma hai scelto letteratura? C'era anche storia americana perdio! Mi pareva che ti piacesse la materia, e con la tua memoria saresti sicuramente andato lontano".
 

Io - "Più lontano di così!!! La storia mi garbava, e mi garba ancora per è per quello, ma - e non lo dico per mancanza di rispetto - voi docenti di storia non riuscite a far innamorare della materia gli studenti a cui piace la storia, specie le guerre o le vicissitudini del potere. Quindi mi son buttato sulle 'storie'. Al dipartimento d'anglistica c'era un'alta concentrazione di professori di qualità - tutti comunisti come te, naturalmente, ma gente che ti coinvolgeva anche colle loro letture marxiste del menga. Certo uno come Trevelyan scrive più storie che storia, ma vuoi mettelo con Chaucer o Coleridge? Tra l'altro, in questi giorni in cui ho la testa piena di pirati, son andato anche a rileggermi The Rhymes of the Ancient Mariner. Non c'entra nulla ma era tanto che non lo rileggevo. E continua a pigliarmi parecchio.
 

P - "Forse Melville sarebbe più appropriato al babau della pirateria".
 

Io - "In effetti.. Simone ci dici cosa ne pensa l'assistente del Fusi? Intravede anch'ella in Ahab la figura cristica di cui tanti hanno scritto?"
 

S - "I would prefer not to".
 

P - "Senti senti che cultura! Te l'ho detto che sei sprecato con quei fascisti…"
 

Io - "Secondo me è più sprecato con l'assistente, ma non ne farei una questione di politica. Comunque, se ti può far contento, professore, il mio progetto di tesi per il dottorato riguardava gli aspetti storici di King John di Shakespeare. Sarei andato giù di brutto sulla Magna Charta eccetera per esaltare la democrazia costituzionale anglo-sassone. Poi, però, son inciampato nella politica e addio accademia. Ma son rimasto sempre fedele all'approccio anglo-sassone".
 

P - "Si si per carità 'il sacro fuoco' della politica. Ma quanto resisterai nella tua radicalità anglo-sassone prima che qualcuno ti si compri come hanno fatto con decine di giovani speranze prima di te? Anche il Fusi prima era socialista, no? E ora fa il capogruppo in commissione difesa per il centro-destra. Il potere fa quest'effetto, corrompe. Dentro e fuori".
 

Io - "Grazie per le preoccupazioni. Dico sul serio. Magari un giorno, a fine legislatura, ti racconterò un paio d'aneddoti relativi alle campagne acquisti che ho visto in questi anni. Ci hanno provato con tutti, ma proprio tutti tutti anche con qualche tuo ex-compagno, chissà perché con me no. Neanche per scherzo. Comunque il giorno in cui sentissi che questo per me è diventato un lavoro, smetto. Anzi, se non fosse che dopo di me scatta uno che non è dei miei, mi sarei già dimesso all'inizio dell'anno. Giuro!"
 

P - "Ci credo. Che mi dici invece della riforma della legge elettorale? Ce la farete una buona volta a tornare al proporzionale? O a rimettere almeno le preferenze?"

Io - "Giovanni, forse tu non ti ricordi che io ho iniziato a far politica attiva proprio con la campagna referendaria per abrogare il proporzionale! T'ho detto fino a poco tempo fa che son sempre rimasto fedele all'approccio anglo-sassone, ti pare che sia a favore del proporzionale, che comunque c'era col procellum, o che possa veder di buon occhio quella macchina di clientele che sono le preferenze?"

P - "E la rappresentatività?"

Io - "La rappresentatività di cosa? Di ideologie liberticide? Di gruppi di interessi legati ai fasci e alle corporazioni o ai sindacati? Un paese come il nostro ridotto sul lastrico economico e costituzionale  perché governato da partiti che son para-stato, deve veder rappresentato in Parlamento i territori. Le famose constituencies non sono concetti filosofici ma entità fisiche, fatte di terra, aria, acqua, fuoco e, naturalmente, persone - non sono 'romanticamente' altro per cui dar la vita. Solo la quotidianità dei cittadini. Certo il governo è la traduzione in politiche di ideali, ma quel che manca alla politica italiana, oltre al rispetto della legalità costituzionale - che comunque mi pare enooorme come problema strutturale - è la totale mancanza di prammaticità. L'elettorato passivo ha preso il sopravvento su quello attivo. Solo se diamo ai cittadini la possibilità di mandare un rappresentante con cui hanno un rapporto diretto, possiamo sperare che questi, una volta eletto, tenga di conto le esigenze reali, e non ideologiche, di chi vive nella zona dove ha chiesto i voti - una zona che è abitata anche da chi non lo ha votato... Morale della favola, no al proporzionale né, tantomeno, no a tutte quelle leggi elettorali che verranno disegnate per far contenti i partiti, l'ettorato passivo, piuttosto che ridar voce a quello attivo.

P - "Grazie del comizio! E con la governabilità come la mettiamo? Large intese, Grosse koalition?"

Io - "Immagino che tu negli anni '70 fossi a favore del governo di unità nazionale no?"

P - "Che c'entra! erano altri tempi..."

Io - "Ma la partitocrazia è sempre quella! Il problema della governabilità può esser risolto in un modo solo: il capo dello stato è anche capo del governo. Come nella mia America! Sennò avrai sempre coalizioni. E, ove mai, come dicono quelli che leggono i propri inteventi, dovessimo arrivare a un sistema elettorale maggioritario a due turni, codeste coalizioni sarebbero fatte per rimanere al potere e non per governare. Ora basta però, sennò ci roviniamo l'appetito".

P - "In America non ci vai più?"
 

Io - "Dalle interrogazioni sei passato agli interrogatori? Scherzo, perché' non andiamo al buffet dai, che senno addio muffin, brownies e cookies? Se vi garbassero ci sarebbero anche i pancakes col maple syrup, li fanno espressi quindi vanno ordinati. Tutta robinia anglo-sassone ma dimorto bona! Ah, l'insalata russa è in fondo a destra!".


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