Monday, November 16, 2015

Episode XXVI - first draft

Studio Medico Pantheon - "Buongiorno Senatore, prima viene e meglio è. Grazie."

Io - "Corro!"

SMP - "Non importa, niente di grave, ma il dottore le vorrebbe far di nuovo tutti i test più altri se ha tempo."

Io - "Corro meno preoccupato. Certo. Grazie!"


Whatsapp Edo "Ciao l'FT domani ti pubblica questa

Sir, Emma Bonino, Timothy Garton Ash and other European dignitaries have rightly signaled a worrying proposal put forward by the British Government to amend the European Convention on Human Rights, ECHR, to "ease" the work of the Strasbourg Court, which in fact has been clogged by all sorts of cases from virtually all members states of the Council of Europe.

Opposing such scenario, they aptly emphasize the need for some countries to adopt all necessary measures to redress the violations of the European Convention and name, among others, Italy. For over 20 years in fact, Italy has been systematically violating those ECHR articles concerning prison conditions, migrant and minority rights, and, most of all, the unreasonable duration of civil and criminal procedings making her, with almost 10 million ongoing trials, a professional criminal vis-à-vis her obligations before international norms.

The Strasbourg Court is, and should remain, a Court of last resort, but because of its crucial role, it should actually be strengthened and not limited in her scope to make its sentences automatically applicable by member states as, in ratifying the ECHR, they have devolved important aspects of their national jurisdiction concerning human rights to a supranational jurisdiction.

The British proposal goes also against what was stated by the Committee of Ministers of the Council of Europe on 13 March last, that, among other things, put Italy once again under special scrutiny for her administration of justice, which is actually undermining the very concept of fair trial and due process for an entire continent. Mr. Cameron, who has always demonstrated particular attention and a proactive stance to international affairs, should consider the extremely negative continental repercussions on his neo-nationalistic ideas".

Io - "Urka, per intero! Avverti tu l'ufficio stampa del gruppo grazie!"

E - "Si lo dico subito Mau. Ti chiama il piccolo scrivano fiorentino..."

Io - "Sese. Allora stasera coi greci?"

E - "Si, vieni stanco per favore così non li aggredisci subito come tuo solito :-P"

Io - "Come il LORO solito! Comunque tranquillo, tra poco mi ritolgono un altro mezzo chilo di sangue, quindi anche volendo…"


Whatsapp - Valeria Menta - "La punizione è finita? Ci possiamo vedere stasera per favore?"

Io - "Nessuna punizione. Stasera ho un impegno. Lasciamo calmare le acque che sicuramente è meglio per tutti".

VM - "Io sono calmissima, tu piuttosto!"

Io - "Appunto. Io da quanto son calmo non credo che si debba parlare, ma se insisti dobbiamo fare settimana prossima quando torno."

VM "E dove vai?"

Io - "Quando torno te lo dico. Ciao"


Interno Presidente 3a Comm - "Buongiorno senatore, il presidente voleva sapere se avesse poi incontrato l'ambasciatore iraniano e come fosse andata, glielo posso passare?"

Io - "Certo grazie. Buongiorno Presidente come stai?"

Presidente - "Bene grazie, scusami se ti disturbo a quest'ora, ma ti volevo parlare prima dell'incontro con la delegazione di parlamentari iraniani che verranno accompagnati proprio dall'ambasciatore."

Io - "Ah, mi ero totalmente dimenticato, scusami. Non posso venire perché devo fare delle analisi, magari vi raggiungo appena finito per i saluti."

P - "Si certo. Com'è andata?"

Io - "Non mi ricordo se t'avevo detto che sarei andato col segretario di Nessuno Tocchi ex-deputato molto più addentro di me a quelle cose. Comunque, siamo stati invitati a prendere le distanze dai mujaidin perché sono dei pericolosi terroristi e ci ha detto che se non la smettiamo, d'ora in poi sarà difficile per noi continuare a proclamarci nonviolenti se continuiamo a frequentare gente che usa le armi. Con dovizia di particolari c'è stata raccontata la storia del movimento dal 1979 in poi, solo che le informazioni recenti risalgono quasi a una decina d'anni fa… Insomma, niente che non mi aspettassi, ma neanche niente di clamoroso che in effetti potrebbe farmi metter in dubbio la decisione di insistere perché vengano tolti dalla lista delle organizzazioni terroristiche in Europa. Cosa che infatti continueremo a fare."

P - "Capisco, e dell'incontro di oggi avete parlato?"

Io - "No, abbiamo parlato di Bahrein però"

P - "E che voleva?"

Io - "Questo invece non me lo sarei mai aspettato. Mi ha rimproverato perché con tutto i interessi e lotte per i diritti umani non ho mai detto nulla sugli attacchi contro gli sciiti bahreniti! Gli ho detto che si fa quel che si può, ma non so se ha capito. Adesso però cercherò di non deluderlo."

P - "Una cosa alla volta no?"

Io - "Non necessariamente! Ah, alla fine mi ha invitato in Iran. Gli ho detto che non mi pare il caso di andare ora..."

P - "Peccato. E quando allora?"

Io - "Beh gli volevo dire quando lui sarà in galera ma mi son trattenuto. Non temere. Gli ho detto che preferisco andarci come semplice cittadino alla fine della legislatura perché per il momento la diplomazia parlamentare non mi pare una gran trovata, neanche quando si parla di diritti umani."

P - "E qui ti sbagli…"

Io - E qui ti devo lasciare però perché sono alla Pantheon, ci vediamo più tardi spero. Grazie della telefonata."

P - "Grazie a te, auguri per le analisi."


Whatsapp Simone - "Oh la tipa di ieri non fa che parlare di te."

Io - "Indaga se ha amici fotografi perché senno non è aria! ahahaha"

S - "Dico sul serio!"

Io - "Allora sarà una spia iraniana, o greca. Però è veramente caruccia, magari domani si piglia un altro caffè prima che parta per Parigi?"

S - "Parigi?!?! Sai come direbbe lo zio?"

Io - "Spara!"

S - "Pussy whipped!"

Io - "Detta da lui! Comunque son cose complicate che scoprirai facendo casini su casini. Allora caffè domani? Magari allarga gli inviti così pare meno mirata come imboscata ;-)"

S - "Porto qualche uomo non omo così magari ti lascian in pace e si parla di politica."

Io - "Come ti pare!"


Whatsapp M - "What would I do without your smart mouth?
Drawing me in, and you kicking me out
You've got my head spinning, no kidding, I can't pin you down
What's going on in that beautiful mind
I'm on your magical mystery ride
And I'm so dizzy, don't know what hit me, but I'll be alright"

Thursday, November 12, 2015

I primi 32 episodi di Italian House of Cards by @perdukistan

Tra dicembre 2014 e dicembre 2017, Marco Perduca, Senatore Radicale nella XVI legislatura, ha pubblicato questa serie blog intitolata "Italian House of Cards" liberamente tratta dalla sua esperienza in Parlamento e dedicata a chi, piuttosto che ai retroscena, alle vociate o gli scontrini, si interessa di una politica possibile. 

Buona lettura, buoni commenti e se conoscete qualcuno che la voglia trasformare in qualcosa di più non esitate a lasciar qui o qui un commento o un contatto!





















Episode XXV - first draft

Studio Medico Pantheon - "Buongiorno senatore, le sue analisi son pronte. Il dottor Aimone chiede di poterla vedere quanto prima."

Io - "Mi devo preoccupare?"

SMP - "Ce la fa a esser qui tra un'ora?"

Io - "Si. Grazie."

SMP - "Grazie a lei. A dopo."


Whatsapp Edo - "Dal gruppo d'amicizia Italia-Turchia chiedono se hai preparato la bozza di comunicato sulle elezioni a Cipro"

Io - "Eccotelo, grazie!

Occorre che la sufficienza con cui gli europei trattano i turco-ciprioti si confronti una volta per tutte con la pratica della democrazia nella Repubblica Turca di Cipro Nord (RTCN) confermata in occasione di queste contese elezioni.

Ringraziare il presidente della RTCN per gli ultimi due anni di intenso e duro impegno negoziale coi greco-ciprioti e nel fare i complimenti e gli auguri di buon lavoro al nuovo presidente vogliamo ricordare agli europei che oggi si appellano al nuovo leader turco-cipriota affinché mantenga vivo il dialogo con la contro-parte che occorre praticare quanto si predica.

La Commissione europea infatti, dopo aver fatto promesse di aiuti - anche economici - al nord, ha adottato un approccio burocratico verso la ricerca di una soluzione politica onnicomprensiva arrivando a dilazionare i contributi per il sostegno dello sviluppo della parte turca di Cipro.

E' sicuramente necessario tenere ingaggiate le due parti sulla piattaforma composta con anni di contatti sotto l'egida della Nazioni unite, ma occorre anche onorare gli sforzi e le dinamiche democratiche dei turco ciprioti cambiando radicalmente l'atteggiamento e mantenendo le promesse fatte quando si concesse a Nicosia di rappresentare tutta l'isola come nuovo stato membro dell'Unione europea.”

E - "Sempre di fioretto eh! Ah, domani sera coi miei amici greci ti può andar bene?"

Io - "Benissimo, io porto la rezina ma anche delle birra turca, spero non s'offendano."

E - "(La rezina fa schifot!) Hanno promesso di cucinare piatti pan-ciprioti per la pace mediterranea, senti come siamo messi!"

Io - "Boni! comunque, caro mio, tu non sai che la bandiera di Cipro è stata disegnata nel 1960 da un turco- cipriota, certo tal İsmet Güney, in onore della decolonizzazione e in auspicio per la pace futura, poi è andata com'è andata…"

E - "Con te non si finisce mai d'imparare! Non sai quanto mi reputi fortunato d'averti incontrato... l'importante è che non arriviate con musica cipriota."

Io - "Se i greci son degni amici tuoi, porteranno sicuramente George Michael - d'origine cipriota :-P."

E - "Ah caspita, vi battono alla grande!"

Io - "Mi metterò maglietta e profumo di Hussein Chalayan così siam pari. Vedrai che ci divertiamo!


Numero interno Senato - "Buongiorno Senatore, chiedo scusa per il disturbo, il presidente avrebbe piacere di poterle parlare appena può, meglio se in giornata."

Io - "Appena esco dal medico la richiamo. Grazie."


Whatsapp Edo - "Ma avevi un appuntamento col presidente? Qui non vedo nulla?"

Io - "Si ma ho fatto tardi dal medico. Chiami il suo uffici per dire che arrivo tra 10'?"

E - "Che dice il buon vecchio Aimone?"

Io - "E' preoccupato perché ho dei valori sballati. Francamente dubito che sian frutto dei bombardamenti iracheni…"

E - "Addirittura? Quanto sballati?"

Io - "A parte pochi globuli bianchi, ma quello da sempre, dice che anche transaminasi e colesterolo son troppo alte e troppo basse. E pensare che son anche donatore... M'ha prescritto una settimana di totale riposo!"

E - "Come si permette!"

Io - "A dir la verità gli ho detto che questa volta me la piglio. Anticipo il viaggio a Parigi e torno lunedì sera. Il mondo continuerà a girare anche senza di me."

E - "Mi lasci quattro giorni a star dietro alle fisime di Simone?!?!? No eh!"

Io - "Lo avverto, non ti preoccupare. Ieri a pranzo s'era già (quasi) calmato, anche se ha voluto che mi sedessi colle spalle alla vetrina a sfavore di paparazzi…"

E - "Eravate soli?!?"

Io - "ahaha quanto tu se' grullo! C'era anche l'assistente di non ricordo chi del loro gruppo. Moooolto bellina davvero, ma davvero davvero. Il centrodestra è più al passo coi tempi, di certo al passo colla moda luccicante... Si sarà preoccupato per lei, o che lei avesse allertato qualcuno! Insomma non lo so, ma spero che abbia capito che si tratta di paranoie inutili e che comunque di questioni che non mi tangono.

E - "Senti tangono, ma quella giornalista che ballava il tango e che voleva scrivere una graphic novel sugli scafisti che fine ha fatto? Era simpatica e le avevo anche trovato un illustratore. Mica ci saranno altri allarmi facebook vero, magari a fumetti ahahaha"

Io - "Ti sento in forma oggi! E' a Lampedusa, magari cerca materiale per quel progetto. Balli il tango?"

E - "No, ma mi piace molto vederlo ballare"

Io - "Guardone!"

E - "Si mi piace anche quello… Era l'ufficio del presidente di nuovo. Ti aspettano"

Tuesday, November 10, 2015

Episode XXIV - first draft

Whatsapp Simone - "O che si sparisce così?!?!?"

Io - "Cose che capitano quando ti rapisce una bionda spettinata."

S - "E' già tutto su facebook?"

Io - "Simo, ma non hai niente di meglio da fare nel weekend?"

S - "Senti qui stanno componendo la delegazione per il monitoraggio delle elezioni parlamentari a Cipro, ho sentito che il "nostro" Presidente voleva far il tuo nome. Pare lo abbiamo invitato a pensar ad altri."

Io - "Hanno fatto bene! Lo sai che quando si parla di Cipro mi piglia sempre il nervoso."

S - "Lo sanno anche loro…"

Io - "E allora meglio per tutti così. Se vuoi pranziamo insieme dopo, anzi invita anche l'assistente del presidente che magari s'organizza una bella sorpresa."

S - "No guarda, basta sorprese. Comunque la invito e chiamo anche la tua amica…"

Io - "ex"

S - "Facebook non la pensa così…"

Io - "Cioè?"

S - "Veditelo quando hai un attimo. Pare quasi che un paparazzo v'abbia seguito per una paio di vostre uscite serali. Si vede che siete vestiti estivi, quindi uno sveglio capisce che si tratta di cose passate, però la tua amica continua a ripostarle."

Io - "Viva le postine!"

S - "E un tu se' normale!"

Io - "Lasciali parlare che tanto dura poco"

S - "Be' per gli standard dei social sei un trending topic da quasi una settimana, un vero record!"

Io - "WOW trending topic! Si ma per le stronzate ci vuol poco a scalar le classifiche. Dopodamani vo a Rebibbia a trovare il tesoriere del gruppo, vedrai come mi cagano…"


Whatsapp Edo - "Sappi che m'hai fatto litigare con Simone di brutto."

Io - "Per Facebook?"

E - "No, perché non gli ho detto dov'eri fino a ieri!"

Io - "Si appunto, per Facebook. M'ha appena scritto dicendo che la Menta pubblica nostre foto fatte mesi fa. Par quasi che avesse assoldato un fotografo. Te ne rendi conto?"

E - "Che gli farai alle donne…"

Io - "Mannò! Dico ti rendi conto le preoccupazioni di Simone??? Comunque, già che ci siamo, ti ci faccio litigare un'altra volta, manderesti per favore questo comunicato? Grazie!

Oltre a sì a ingresso Turchia in Ue, il Governo si attivi per diritti dei turco ciprioti

E' registrare con soddisfazione la persistenza da parte del governo italiano a favore dell'ingresso della Turchia nell'Unione europea, ma occorre che tutte le questioni che a oggi ne hanno drammaticamente impedito la piena adesione vengano risolte in contemporanea. In occasione di un incontro col suo omologo greco cipriota, il nostro Ministro degli esteri, a proposito della ricerca di una soluzione politica per l'isola mediterranea ha affermato giustamente che il dialogo "non ha portato ancora a soluzioni definitive".

Da parte sua il Ministro cipriota ha affermato che il suo paese vuole "una Turchia europea e non solo la Turchia nell'Unione europea". Chissà a cosa alludeva, visto e considerato che la Repubblica di Cipro, indipendentemente dal colore del governo, non perde occasione per bloccare i finanziamenti della Commissione europea promessi ai turco ciprioti a mo' di riparazione per non aver mantenuto la parola data alla vigilia del voto sul piano Annan nel 2004.

Occorre quindi sbloccare buona parte dei quasi 300 milioni di euro promessi per investimenti strutturali nella parte settentrionale di Cipro, ma occorre anche, in accordo con Turchia e il nuovo governo di Atene, arrivare a una calendarizzazione certa degli obiettivi da raggiungere entro la fine dell'anno. I leader delle due comunità isolane stanno facendo piccoli passi avanti, vi deve essere uno sforzo a livello internazionale perché i diritti dei turco-ciprioti vengano rispettati appieno e il piano preparato dalle Nazioni unite divenga riproponibile nella primavera dell'anno prossimo senza che una delle parti cambi le carte in tavola all'ultimo minuto come già accaduto nel 2004.

E - "Corro. Comunque anche i miei amici greci la pensan come te, solo che non lo posson dire…"

Io - "Non ne dubito, una sera invitaci tutti a cena che gli infondiamo un po' di coraggio."

E - "Uno ha anche aperto su facebook un fan club per un certo senatore…"

Io - "Ancora con 'sto facebook!?!?!"

E - "Facciamo venerdì così ti rendi conto da solo della potenza dei social."

Io - "Venerdi torno a Parigi, meglio giovedì."

E - "Bien sûr venerable!"


Numero sconosciuto - "Buongiorno Senatore, spero di non disturbare. Sono Mustafah Mustafezi, chiamo dall'Ambasciata iraniana a Roma. L'Ambasciatore vorrebbe avere il piacere di invitarla per colazione per conoscerla e parlarle di alcune questioni."

Io - "Domani può andar bene?"

MM - "Perfetto. Mandiamo una macchina a prenderla".

Io - "Non importa, grazie. Ci vediamo alle 14".


Whatsapp Simone - "Molto spiritoso, veramente molto spiritoso. Qui son tutti che si danno ragione nell'averti escluso dalla delegazione… Quindi dove ci porti a pranzo, dal kebabbaro?"

Io - "Son curdi ma va bene lo stesso! ;-)"


Whatsapp Valeria Menta - "Hai sguinzagliato la netpolice contro di me!"

Io - "No, ma pare che tu sia entrata in possesso dei file di qualche fotografo che, come dire, ci seguiva…?"

VM - "E' un mio ex. Molto geloso… e ora mi ha detto che gli devo un favore e quindi m'ha chiesto di fargli pubblicità."

Io - "Fai pure come ti pare. No ho gendarmi della rete al mio soldo, sono solo dei miei amici preoccupati per questo tuo modo di fare. Quasi non ci credevo quando me l'hanno detto."

VM - "Non vengo a pranzo dopo".

Io - "Eppure ci son delle vetrine ampie, sai che belle foto che verrebbero."

VM "Stronzo!"

Sunday, November 8, 2015

Episode XXIII - first daft

Email letters@guardian.co.uk - "Dear Senator, please find below the latter that will published tomorrow in the opinion section of the Guardia. Thank you again for writing to us.

Regards,

Edith Roth
Editorial Board

In his testimony before the Chilcot inquiry, Gordon Brown said he was not privy to crucial information concerning the buildup to the war. Clare Short told the inquiry that at the beginning of 2003 several Arab countries were negotiating exile with Saddam Hussein. The right question to ask those who will be heard should be: how would have you reacted had you known that there was a way, such as Saddam's exile, to avoid a war? The entire truth needs to emerge or we will have missed an opportunity to restore the west's credibility in the promotion of human rights and democracy".


Whatsapp Edo - "Ho visto la tua lettera sul Guardian, la faccio inserire nella rassegna stampa del Senato. La faccio anche tradurre?"

Io - "Si grazie, con tanto di articolo a cui si riferisce, se possibile, perché sennò non si capisce nulla!"


Email Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana - "Caro Senatore, torno a disturbarla per segnalarle quanto sotto. Domani organizziamo una conferenza stampa su Iraq e Iran alla Camera vorremmo che partecipasse.

Grazie come sempre.

Ahmad

Il regime iraniano ha approvato un emendamento alla legge misogina detta “Per la protezione della santità dell'hijab e della moralità” che va ad aggiungersi alle oppressioni e pressioni contro le donne iraniane. In base a questo emendamento, tutte le donne impiegate devono indossare un'uniforme determinata dal regime iraniano.

Secondo gli esponenti del regime iraniano, questa legge non riguarderà solo le agenzie governative ma anche le ditte private, le istituzioni, gli asili, i parchi e i luoghi ricreativi e commerciali. La legge prevede anche multe, carcere e  tagli dello stipendio delle impiegate se “mal-velate”. La legge, tra le altre cose, recita: “l'impiego delle donne negli affari dovrà osservare la segregazione dagli uomini e l'orario lavorativo dalle 07:00 alle 22:00. La mancata osservanza di questo articolo verrà considerata una violazione e il l'esercizio commerciale che avrà violato la legge verrà chiuso per una settimana dalle forze di sicurezza. Se l'infrazione dovesse ripetersi, il luogo verrà chiuso per un mese”.

Inoltre, le donne che guidano e che non osserveranno le leggi rischieranno grosse multe e la loro patente verrà sospesa. Inoltre “il guidatore è responsabile di qualunque cosa accada sulla sua automobile è perciò anche responsabile del modo in cui i passeggeri sono vestiti”. Sono previste sanzioni anche per l'autista in caso di passeggere mal-velate.

La Presidente del Comitato delle Donne del CNRI ha chiesto a tutte le organizzazioni per i diritti delle donne di condannare queste misure repressive e di non tollerare che questo regime oppressivo, che ogni giorno aggiunge nuova violenza e repressione nei confronti delle donne, faccia parte dell'Agenzia UN Women e di chiederne l'estromissione da questa istituzione".

Io - "Volentieri, me lo ricordi domattina per favore."

CNRI - "Sicuramente, dopo la conferenza stampa vorremmo anche organizzare una riunione privata per parlare di Ashraf se per lei va bene".

Io - "OK."


Email US Embassy in Rome - "Dear Senator, this is a friendly reminder of our meeting this afternoon. I will wait for you at the door at 3 pm. Thank you again for your availability.
AG."

Io - "Thank you Ann, the foreign affairs committee meeting has been rescheduled at 2, I'm afraid we will have to postpone to 330 to be on the safe side. Sorry. M."

AG - "Sure, no problem. See you later."


Whatsapp Simone - "Io te l'avevo detto… se non gestisci i social ti gestiscono loro! Leggi qui cosa scrive DagoSpia

IL SENATORE BOMBARDATO BOMBARDA LA PUNK
Per rifarsi dallo scampato pericolo dei bombardamenti in Iraq il nostro Super-Sen balla tutta la notte al Mucca Assassina con una sventola punk. Su facebook il suo staff chiarisce che si tratta della nipote, l'interessata, da noi interpellata su twitter, ci ha mandati amorevolmente affanculo! E che altro poteva rispondere la "nipotina" di un politico navigato come il nostro Super-Sen?"

Io - "Secondo me si son convinti che siamo parenti ;-) Grazie Simo, lasciali pure scrivere che ci si diverte. E comunque domani non se ne ricorderà più nessuno".

S - "Di questa no, ma della biondina che t'ha dato un passaggio in vespa ieri all'alba si…"

Io - "O che lavori per l'NSA anche te?!? Anche questa foto su facebook?"

S - "Già, e l'ha postata lei taggandoti! E' parente anche questa?"

Io - "Quasi, son stato padrino al suo battesimo, 20 anni fa, è la nipote di una mia ex. Molto caruccia."

S - "Si vabbè! #tutteatteeeeee."

Io - "Te la presento, s'è appena lasciata..."


Whatsapp M - "A che ora arrivi?"

Io - "23."

Saturday, November 7, 2015

Episode XXII - first draft

Email Consiglio Nazionale delle Resistenza Iraniana - "Caro Senatore, a una settimana dall'attacco di cui anche lei è stato vittima, la maggioranza dei nostri compagni sono spostati in una zona alla periferia di Bagdad chiamata, cinicamente, Campo Liberty. Pensavamo che con questo spostamento la sete di vendetta del regime iraniano fosse stata soddisfatta ma, purtroppo, o crimini contro i mujaidin del popolo iraniano continuano.

Dopo l'attacco missilistico di Ashraf, contro Camp Liberty è in corso un blocco della consegna di carburante, beni di prima necessità e dello scarico dei liquami. E' di oggi la notizia di un violento attacco missilistico anche contro Camp Liberty che ha provocato il martirio di 24 membri del PMOI e distrutto grosse aree del campo. Non solo il Governo dell'Iraq non ha risposto alle necessità immediate del campo, ma il Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti di Camp Liberty, di cui abbiamo scoperto recentemente l'esistenza, dopo l'attacco missilistico, ha inasprito l'assedio imposto a Camp Liberty, che dura ormai da 7 giorni.

L'odio nei confronti degli ex residente di Camp Ashraf è tale che gli agenti iracheni si sono rifiutati di far entrare nel campo i veicoli che trasportavano generi alimentari e le autobotti per lo scarico dei liquami noleggiate dai residenti. Ricordiamo che le infrastrutture del campo, come la rete idrica, le cucine, i sistemi di riscaldamento e raffreddamento e quello fognario, funzionano con l'elettricità fornita unicamente da generatori che necessitano di carburante ogni giorno.

L'attacco missilistico e l'inasprimento dell'assedio sono parte integrante dello stesso piano ordito dal regime iraniano e costituiscono una palese e grave violazione del Memorandum d'Intesa siglato tra il Governo dell'Iraq e le Nazioni Unite.

La Resistenza Iraniana le chiede, caro Senatore, di unirsi a noi nel ricordare alla comunità internazionale gli impegni presi circa alla sicurezza e al benessere dei residenti di Camp Liberty e chiede al Governo degli Stati Uniti, all'Unione Europea e alle Nazioni Unite di prendere misure immediate per interrompere l'assedio a Camp Liberty, affinché i residenti possano accedere ai beni loro necessari.

Whatsapp - "Oi, hai visto la mail? preparo un'interpellanza urgente e faccio un comunicato?"

Io - "M'hai letto nel pensiero, grazie."


Numero sconosciuto - "Buongiorno Senatore, ci farebbe piacere averla a °Licenza diplomatica" un programma di RAI3 che inizia questo fine settimana. Vorremmo parlare di Iraq e ci piacerebbe poterlo fare con lei, anche per capire come stia evolvendo la situazione da quanto è rientrato in Italia- La trasmissione dura due  ore e la registriamo domani.°

Io - "E se da domani a domenica succede qualcos'altro? Ho appena ricevuto notizie drammatiche da Ashraf. Credo che sia più opportuna la diretta."

RAI3 - "Non credo sia possibile ma le faccio sapere. La posso quindi dar per certo?"

Io - "Solo se c'è la diretta, grazie."


Whatsapp Edo - "RAI3 ha richiamato dicendo che purtroppo la diretta non è prevista e volevano sapere se eri sempre della stessa opinione."

Io - "Si, anzi digli che possono spiegare la mia assenza con quegli argomenti. Grazie".


SMS3aComm - "Si ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti per il decreto finanziamento delle missioni italiane all'estero è rinviato di una settimana."


Whatsapp Simone - "Come va? La Lalla dice d'averti visto al Mucca assassina ieri sera in dolce compagnia. A me non mi ci inviti mai?"

Io - "Era mia nipote. Non credo tu sia tipo da punk tatuate".

S - "Mica me le devo sposare! Solo che la Lalla m'ha detto d'aver visto delle tue foto mentre balli con la 'nipote' e che sta facendo il giro di facebook!"

Io - "E te spiega di cosa si tratta: conoscere per deliberare."

S - "Ci manca solo che mi metto a farti da difensore d'ufficio su fb, non lo puoi dire a Edo?"

Io - "A me non me ne può fregare di meno, anzi son sicuro che c'è gente che rosica, come dicono a Roma, perché la nipote anche una tosta con delle gambe che non finiscono mai e sempre di fori, ma severi che Edo pensa di aver del tempo da dedicarci, faccia pure!"

S - "Alle volte proprio non ti capisco…"

Io - "Simo, con tutti i problemi che sono al mondo, o dalle mie parti, figurati che problema possa essere se una mia foto in cui ballo con una sventola fa il giro di facebook! Pensaci ;-) ma grazie della segnalazione."


Whatsapp Edo - "Ci mancava solo Simone che mi chiede di farti da netpolice. Come ti possa solo venire in mente di farmelo dire da lui poi, proprio non lo so."

Io - "Non fare l'acido adesso eh! Pensavo che Simone ti garbasse, o lo trovi troppo serio (o etero? ,-)

E - "Quando fai così si proprio un omofono d'altri tempi! Ora lo chiamo e gli dico che ha ragione ma che purtroppo non ho tempo per seguire la tua pagina fb, gli do la password?"

Io - "Ma figurati!"


Telefonata RAI3 - "Senatore, il direttore ha deciso per la diretta, posso confermare la sua presenza?"

Io - "Certo grazie e saluti al direttore. Aspetto la macchina al Lungotevere dei Valati. Grazie a domani-"


Whatsapp M - "Lontano dagli occhi lontano dal cuore… anzi peggio, vedo su fb che ti piace sempre ballare. E com'è cresciuta la tua nipotina preferita… Come stai?

Io - "Hai visto? Bene grazie. Quando torni?"

M - "Penso che sia più saggio che tu prenda in considerazione una trasferta parigina, le cose qui si complicano. Ancora non è deciso ma credo che dovrò rimanere un'altra settimana. Almeno."

Io - "Arrivo venerdì notte, prima purtroppo non posso."

M - "La vedi sempre quella diplomatica francese?"

Io - "Ogni tanto mi scrive. Ora è tornata in Africa-"

M -"Perché non me l'avevi detto?"

Io - "Sai quante cose non ci siamo detti in questi due anni…? Di certe cose è sempre meglio parlarne a voce. A dopodomani!"

M - "Si…"


Whatsappa Edo - "Non vorrei che avesse ragione Simone. Sulla tua bacheca c'è veramente di tutto…"

Io - "Cioè mi staresti dicendo che adesso cancelli i messaggi?!?"

E - "Mannò! Dico solo che te ne stanno dicendo di tutti i colori. Magari se ogni tanto rispondessi potrebbe essere utile."

Io - "bonanotteeeeee"

E -"Hai avuto i tuoi 15 minuti di notorietà per un po' ti potrebbe convenire sfruttare l'onda lunga di questa notorietà non cercata. Ho un amico che è social media manager per una compagnia telefonica sento cosa mi consiglia. OK?"

Io - "Va bene, ma non perderci troppi tempo".


SMSComm 3a e 4a - "Causa improvviso malore del Presidenze della 4aComm la riunione è posticipata a domattina-"

Wednesday, November 4, 2015

Episode XXI - first draft

Whatsapp M - "Mi manchi"

Io - "digià?"

M - "Scemo. Dico sul serio"

Io - "Anche tu".

M - "Domani parto e ancora non ho capito quanto starò via. Riprendiamoci un po' alla volta…"

Io - "Vengo via con te!"

M - "Lo sai che non puoi, e forse neanche lo vuoi. Star lontani ci farà capire se siamo pronti di nuovo a star vicini."

Io - "Your wish is my command…"

M - "Non ricominciare per favore…"

Io - "Si forse lo dovevo dire ora :-p. Se stasera non hai impegni ti porto a cena in un ristorante etiope, che dici?"

M - "Alternative?"

Io - "Si, digiuno e…"

M - "Sempre il solio... Ci vediamo là alle 10 allora. Fai il bravo."

Io - "Il più bravo!"


Whatsappa Edo - "Hai visto la rassegna stampa? Ci sei solo te!"

Io - "Solo sul telefono. Tra poco son all'Ambasciata francese. Per un'oretta il telefono sarà spento, non ti preoccupare eh!"

E - "Ha appena chiamato anche la Gilmore dell'Ambasciata USA, mi sa che ti vogliono anche loro"

Io - "Apri un file 'Figaro' e salvaci tutte queste richieste. Certo se gli americani sapessero d'esser arrivati secondi… comunque a loro dì sì ma per la data aspetto la risposta da Palazzo Chigi perché vogliono debriefing - senti te come parlo…"

E - "Ecco bravo parla come mangi. A proposito perché non mi offri pranzo oggi? Hanno aperto un posto vegano vicino all'ufficio"

Io - "Slurp!"

E - "ahahhaha"

Io - "Diciamo alle 2?"

E - "Diciamolo"


SMS Nadege - "Je peut pas être avec le Ministre plus tard. Je part pour Bamako en mission."

Io - "jusq'à?"

NZ - "Seulement deux jours pour des rencontre au Ministere de la défense et après j'irais à Niamey jusqu'à dimanche. Je t'embrasse. Bon courage"

Io - "Bonne chance. Ecrive moi STP. bsx."


Telefonata Centralino Palazzo Chigi - "Senatore buongiorno, il sottosegretario Bozzi la cerca, glielo passo. Arrivederci e ben tornato."

Io - "Grazie! Sottesegretario a cosa devo l'onore, v'interessa l'Iraq adesso?"

B - "Pare. Il presidente ti vorrebbe a colazione oggi."

Io - "Grazie ma ho un impegno inderogabile, scusami. Caffè?"

B - "Alle 3 non negoziabili."

Io - "Tre è il numero perfetto."


Email ufficio resoconto del Senato - "Carissimo Senatore, qui sotto il resoconto stenografico della sua audizione di ieri. Le saremmo grati se potesse rivederla e correggerla o integrarla a strettissimo giro di posta perché ce la chiedono la Farnesina e Palazzo Chigi e il Quirinale.

Bentornato e grazie!

Sandro


- Motivo della missione era dare seguito alla dichiarazione sottoscritta nel mese di settembre da oltre 460 parlamentari italiani di tutti i gruppi che, oltre a chiedere la cancellazione dell'organizzazione dei mujaidin del popolo iraniano dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, esprimeva preoccupazione circa la sicurezza dei residenti del campo di Ashraf.

La visita, non ufficiale, era stata sconsigliata dalla Farnesina per motivi di sicurezza. Infatti, nelle settimane in cui il Governo iracheno di Al Maliki era intento a portare a termine i negoziati con l'Amministrazione Bush circa il ritiro progressivo delle truppe USA dal paese, la questione di Ashraf era più volte entrata nel dialogo tra le parti come nota dolente del rapido ritiro delle truppe statunitensi anche da zone non urbane.

Ashraf, nominata in onore di Ashraf Rajavi, una delle prime vittime del regime iraniano negli anni Ottanta (le vittime sono chiamate martiri dai mujaidin) è un ex campo profughi sviluppatosi in città dove, dal 1984, sono ospitati iraniani membri della resistenza persiana i quali, dopo aver partecipato alla rivoluzione contro lo Scià, per contrasti circa la direzione del regime Komeinista, sono stati al centro di persecuzioni, arresti sommari, torture ed esecuzioni extragiudiziali perché ritenuti colpevoli di attività contro-rivoluzionarie. Per una ventina di anni i mujaidin hanno partecipato ad incursioni militari prima a fianco dell'esercito iracheno durante la sanguinosa guerra che ha contrapposto Iran e Iraq per tutti gli anni Ottanta, e successivamente contro i Pasdaran su suolo iraniano.

Tanto nelle prima, 1991, quanto nella seconda guerra del golfo, 2003, il campo di Ashraf è stato bombardato dagli americani (50 le vittime nel 2003). A seguito del primo conflitto in Iraq, i mujaidin hanno deciso di riorganizzarsi al proprio interno facendo evacuare i bambini e di fatto proibendo qualsiasi tipo di vita famigliare all'interno del campo perché possibile impedimento a emergenze dovute all'irrompere di un conflitto armato. Da allora infatti, i 36 chilometri quadrati di Ashraf son divisi in varie unità dove volontari uomini e donne vivono separatamente su un modello socio-economico molto simile ai kibbutz israeliani degli anni Sessanta dove non esiste proprietà privata e danaro, e dove la vita è organizzata intorno al lavoro nelle officine, nei campi, nelle scuole e nell'addestramento alle varie necessità della resistenza.

Nei giorni di presenza ad Ashraf, dopo una cerimonia pubblica di benvenuto, sono state organizzate visite alle unità manifatturiere, agrarie, scolastiche nonché al museo della resistenza. Inoltre è stato possibile approfondire vari aspetti del lavoro dei mujaidin ascoltare decine di storie di torture e persecuzione nonché affrontare la situazione politica più generale tanto in Iraq che in Iran con la loro leadership.

A seguito della consegna, avvenuta nell'estate del 2003, di tutti gli armamenti alle truppe della coalizione internazionale, ad Ashraf non ci sono più armi. Da quel giorno gli americani considerano i mujaidin come rifugiati il cui status è regolato dalla quarta convenzione di Ginevra poiché impossibilitati a rientrare nel loro paese, l'Iran, dove non sarebbero al sicuro.

Con un'imponente mobilitazione all'inizio dell'estate di quell'anno, i mujaidin hanno consegnato quasi tremila equipaggiamenti tra carri armati, contraeree a armi di vario tipo nonché quintali di munizioni. In cambio gli americani si sono impegnati a garantire la sicurezza dei residenti di Ashraf dispiegando un battaglione di 500 fanti nel lato settentrionale della città, Camp Grizzly, passato poi sotto il controllo del generale Ray Odierno. Gli americani hanno inoltre imposto una zona di protezione dove per un raggio di cinque chilometri non è consentita la presenza, ma solo il transito, a truppe irachene.

Vista la vicinanza col confine iraniano, circa un'ottantina di chilometri, il comando statunitense ha anche costruito una base aerea. Un accordo tra i mujaidin e il comando USA non consente, salvo richiesta formale di ingresso o invito da parte del segretario generale dei mujaidin, una presenza di militari americani nel campo (che i residenti chiamano città). Chiunque desideri visitare Ashraf, salvo coloro che sono invitati direttamente dai mujaidin, deve passare attraverso un doppio meticoloso controllo tanto degli americani che dei mujaidin che gestiscono un posto di blocco all'ingresso del campo.

Ashraf è pressoché autosufficiente per quanto riguarda la costruzione di infrastrutture e l'agro-alimentare, ma dipende dall'esterno per quanto riguarda l'acqua e la benzina. Dal 2003 molta della dotazione meccanica a scopo bellico è stata convertita per la costruzione di una serie di strumenti che oggi servono per fabbricare caravan o pannelli per l'assemblaggio. Tutte le attività i costruzione di immobili prefabbricati a varia destinazione d'uso avviene all'interno del recinto della citta. Poiché i residenti non hanno il permesso di lasciare il campo, i rapporti cogli iracheni vengono tenuti da intermediari arabi che, in cambio, oltre che ricevere laute parcelle, possono anche usufruire delle strutture ospedaliere del campo e della disponibilità di farmaci generici messi a loro disposizione gratuitamente dai mujaidin.

Poco prima dell'arrivo della nostra delegazione, il governo iracheno aveva firmato un memorandum cogli americani in cui si chiarivano le tappe del ritiro dei militari USA dall'Iraq. Se la data finale della partenze di tutto il contingente delle forze americane in Iraq è previsto per il 2011, il ritiro dalle città si prevede già dal dicembre del 2008.

I mujaidin non sono stati coinvolti nel processo negoziale che ha portato a questa decisione e hanno appreso dalla stampa dell'esistenza del calendario per il ritiro. In aggiunta alla mancata partecipazione alla definizione dell'accordo, i mujaidin sono al centro di una serie di attacchi, tanto fisici quanto mediatici, portati avanti dalle fazioni sciite che compongono la coalizione che sostiene il governo di Al Maliki. Nel corso dell'ultimo anno, un paio di mujaidin che hanno lasciato il campo per approvvigionamenti sono stati uccisi; anche molti degli intermediari arabi sono al centro di minacce e attacchi fisici - in tutto una ventina di iracheni associabili ad Ashraf sono stati ammazzati negli ultimi tempi ne governatorato di Diyala. Secondo le valutazioni dei mujaidin si tratterebbe di attacchi portati avanti per conto di Teheran da parte di truppe paramilitari che agiscono in tutto il paese per mantenerlo instabile, azioni che divengono particolarmente cruente quando si tratta di vendicarsi contro i mujaidin.

A completare questo quadro di terra bruciata intorno ad Ashraf, dal giugno scorso esiste una, mai smentita, dichiarazione pubblica di Al Maliki, successivamente rielaborata e codificata in un documento ancora pubblicato sul sito del suo portavoce, in cui si annuncia che presto il governo iracheno, di concerto con la Croce Rossa internazionale, espellerà i mujaidin perché li ritiene un'organizzazione terroristica talmente pericolosa che chiunque venga sorpreso a portar avanti attività assieme a loro è sottoponibile alla legge anti-terrorismo che, tra le altre cose, prevede l'arresto immediato. Donde l'allarme della Farnesina e il parere negativo alla missione.

Malgrado questa crescente campagna irachena anti-mujaidin, il sentimento delle popolazioni che vivono nella provincia di Diyala è di segno diametralmente opposto. Il primo giorno della visita della nostra delegazione, si è tenuto un lungo e partecipato incontro con una ventina tra sceicchi, capi tribù e responsabili di organizzazioni dei diritti delle donne presso una delle sale conferenze di Ashraf. Non solo tutti i partecipanti hanno manifestato grandi preoccupazioni per le sorti dei residenti di Ashraf se e quando gli americani lasceranno il campo, ma hanno manifestato seri dubbi circa la qualità del proprio futuro, visto il ruolo che il campo svolge, dal punto di vista della fornitura di servizi sanitari e la vicinanza che caratterizza le varie comunità. A sostegno di questa simpatia, all'inizio dell'anno sono state raccolte oltre cinque milioni di firme di cittadini iracheni in calce a una dichiarazione di benvenuto nei confronti dei mujaidin (la dichiarazione è scolpita in un monumento all'ingresso del campo).

La vicinanza coi mujiaidin è particolarmente sentita tra i sunniti e tutti coloro che ritengono sempre più pervasiva l'influenza, se non la presenza, degli iraniani in Iraq. Le denunce raccolta in occasione dell'incontro cogli iracheni suggeriscono che gli iraniani sarebbero intenti a fomentare le divisioni religiose in Iraq per provocare instabilità politica, attribuendo l'origine dei disordini a gruppi di fondamentalisti da gestire col pugno di ferro e di concerto con Teheran.

Appare quindi più che probabile che, una volta che le truppe americane dovessero smobilitare, la sicurezza dei residenti di Ashraf, ma anche delle zone circostanti, non potrebbe essere garantita da un esercito iracheno guidato dagli ordini di una Baghdad sempre più alla mercede del regime di Teheran. I mujaidin, che tramite la loro diaspora in Europa sono al momento principalmente impegnati nella richiesta della cancellazione del loro gruppo dalla lista delle organizzazioni terroristiche (un'iscrizione che paradossalmente non prevede nomi di responsabili contro cui si possano eseguire le sanzioni previste da tale decisione e contro la quale si sono già pronunciate corti nazionali e internazionali) ritengono comunque che la cancellazione dalla lista e la sicurezza ad Ashraf debbano andare di pari passo proprio perché la prima incide strutturalmente sulla seconda.

Nelle prossime settimane dovrebbero tenersi degli incontri tra la leadership dei mujaidin ad Ashraf e alcuni generali USA per approfondire i termini della questione e meglio comprendere quali siano le vere intenzioni degli americani relativamente al mantenimento di Camp Grizzly nella provincia di Diyala; allo stesso tempo, sempre tramite gli americani, verrà sondato il Presidente Al Maliki circa la dichiarazione che in sei punti stabilisce l'espulsione dei mujaidin dall'Iraq e pone una serie ipoteca in termini di generali di sicurezza, anche per il presente, a tutti coloro che hanno rapporti con loro.

E' quindi urgente che si aumentino su più fronti le pressioni affinché la questione venga affrontata nel suo nodo politico della cancellazione dalla lista delle organizzazioni terroristiche e, conseguentemente, si provveda alla sicurezza dei residenti di Ashraf come previsto dalla quarta convenzione di Ginevra. In questo contesto sarebbe di grande importanza, e non solo simbolica, l'adozione di documenti parlamentari che formalmente facciano proprie le summenzionate preoccupazioni e indirizzino i governi verso un sostegno deciso nei confronti delle richieste umanitarie e di affermazione della legalità internazionale.

Questo al netto dell'attacco di due giorni fa di cui ormai conoscete la dinamica".

Io - "Perfetto come sempre. Grazie Sandro. Un saluto!"

Monday, November 2, 2015

Episode XX - first draft

Whatsapp Edo - "Ti cerca il dottore per delle analisi urgenti, quando ci puoi andare?"

Io - "???"

E - "Temono l'uso di armi strane in Iraq. Che gli dico?"

Io - "Ci manca solo questa! Se posso oggi, digli oggi"


SMS Nadege "Ciao, j'ai parle avec mon Ministre, est-ce que tu a 5 mins pour un coup de fil avec son conseiller politique?"

Io - "OK, mais dans 2' s'il te plait, merci?"


Telefonata Tomas Dujardin - "Buongiorno senatore, so che aspettava la telefonata dal Quai d'Orsay, possiamo parlare?"

Io - "Si mais vitement s'il vous plait"

TD - "Bene grazie. Come lei sa la Francia non è presente in Iraq ma, sempre come lei sa, ospitiamo la leadership dei Mujaidin del popolo iraniano. Vorremmo avere da lei una valutazione off the record di quel che ha vissuto ma anche, se possibile, di quel che ha visto prima dell'attacco. Ci farebbe piacere poter avere una conferenza telefonica con lei nei prossimi giorni da una stanza sicura nella nostra ambasciata a Roma".

Io - "Molto volentieri, mi mandi per favore qui un paio di opzioni di tempo e le faccio sapere quanto prima. A bientôt.


Whatsapp Simone - "T'informo che presidente della commissione difesa sta cercando quello della terza per organizzare una tua audizione".

Io - "Da quando in qua si audiscono i parlamentari in carica… "

S - "O perché c'hai sempre da ridire?! Comunque tieniti pronto che presto la sua segretaria, che ti saluta, era preoccupatissima poverina :-P, ti cerca".

Io - "#faipocolospiritoso!"


SMS GruppoPD - "Causa convocazione urgente delle Commissioni 3a e 4a la riunione del direttivo del gruppo è di nuovo rinviato. Si invitano i Senatori di Esteri e Difesa a garantire la presenza all'audizione."


Whatsapp Edo - "Che ha detto il dottore?"

Io - "Devo fare mille analisi"

E - "Sei preoccupato? Io si…"

Io - "Grazie Edo, ma francamente non mi par di ricordare odori o fumi strani l'altro giorno, saranno analisi di routine per chi torna da un "fronte" esplosivo!"

E - ":-x"


Telefonata TG1 - "Senatore buongiorno, la cerchiamo per una diretta stasera, potrebbe venire a Saxa Rubra?"

Io - "Si certo, ma per favore mandatemi una macchina"

TG1 - "Dove vuole lei ma non dopo le 2230."

Io - "Palazzo Madama, grazie"

TG1 - "A lei!"


SMS Nadege - "Si ne te dérange pas, je viendrait pour ton interview à l'Ambassade".

Io - "C'est pas que tu me dérange, c'est que j'ai pas le temps, vraiment. Je suis sure que ou ton Ministre, ou le Conseil de la résistance iranienne vont m'inviter à Paris. On se verra là-bas. N'insister pas je t'en prie. Je t'embrasse."

NZ - "Je comprend… Bon courage."


Whatsapp M - "Come stai?"

Io - "Se non lo sai te…"

M - "Direi bene…"

Io - "Il mio dottore m'ha appena ordinato una decina di analisi, temono la presenza di gas strani".

M - "Ti chiamo dopo."

Io - "Pranziamo insieme, ti vengo a prendere in ufficio alle 2."

M - "Son a dieta"

Io - "Non ne hai bisogno, e comunque non oggi!"

M - "…"


Sunday, November 1, 2015

Episode XIX - first draft

Whatsapp Edo - "Vivo? quando la convoco la conferenza stampa? Qui il telefono squilla da ieri!"

Io - "Sul tardi grazie. Ieri sera siamo atterrati tardissimo e mi devo ancora riprendere".

E - "Immagino! Mando intanto un sunto delle note che mi hai mandato nei giorni scorsi da Erbil".

Io - "Vai!"

Whatsapp M - "Sei svglio? Come stai?"

Io - "Come uno che ha scampato un bel pericolo... bene ma molto preoccupato per quel che ho visto e che ho lasciato là. Tu?"

M - "Non dormo da due notti per colpa tua, quindi puoi immaginare. Anzi non credo tu possa immaginare, del resto…".

Io - "Ne possiamo parlare un'altra volta, magari di persona?"

M - "Si certo quanto ti sei rimesso"

Io - "Scappo".


WhatsApp Simone - "O che se' grullo davverooooo?!?!? Come stai? Qui ci son laiconi che pregano da du' giorni per, te ne rendi conto! Anche lo zio ti manda tutte le sue 'benedizioni'. Stai bene, a presto e ripgliati!"


WhatsApp Vittoria Menta - "Non puoi sapere! Come stai? posso venir da te? Sto male da giorni!!!"

Io - "Immagino. Ora non posso mi devo preparare per l'incontro coi giornalisti, se vieni alla stampa estera poi parliamo".

VM - "Non posso. Stasera?"

Io - "Stasera dormo. Sicuramente dobbiamo parlare, ma non oggi. Scusa".


SMS GruppoPD - "L'incontro alla stampa estera sulle ultime 48 ore della missione in Iraq si terrà alle 1530. La riunione del direttivo del gruppo viene quindi eccezionalmente spostata a domani".


Whatsapp Edo - "La BBC vorrebbe un'esclusiva. Ce la fai a passare prima da loro?"

Io - "Senti se possiamo fare per skype dall'ufficio per favore, son veramente fuori mano rispetto alla stampa estera. Thanks!" 


BBC World News - "Senator thank you for being with us today on such a short notice. You ran the risk of being wounded or incarcerated by the Iraqi police for 'supporting terrorists' in the Iraqi province of Diyala. Could you please tell us what happened?"

Io - "Thank you for having me. The reason for our trip to northern Iraq was to visit Camp Ashraf, home to over 3000 member of the organization of the People's Mojahedin of Iran. We had received news that the Iraq army was threatening to attack right after the U.S. would have pulled out of the province. We decided to go right on that date and, in fact, without notice, we were attacked on our second day at the camp. We remained incommunicado for almost 24 hours - apparently they cut out the camp from all types of communication. Also our phone did not work.

BBC - "But why? Didn't' they know that a delegation of Italian politicians was inside the camp?"

Io - "We did not informed them directly, but to get into the camp one has to clear security, and part of it is managed by the Iraqis. It is clear that Baghdad does not care for the life of the inhabitants of the camp, and the reason for this must be found in Teheran. The PMOI has been one of the major adversaries of the Iranian, and it is not a secret how Iran deal with its opponents. They have become incredibly powerful in Iraq, so powerful that they can giver orders to the army!"

BBC - "Could you tell us what happened?"

Io - "Last Monday, at the crack of down, we heard loudspeakers intimating to leave the camp at once or suffer the consequences. A delegation of the leadership reached the gate to pretend an explanation, but they were greeted by a round of salvo. They retreated immediately and the shelling began. None of the residents of the camp is armed, so our only defense was to hide in the cellars to avoid the bombing. Four people got killed, they were fired directly by some snipers that had moved in. When the bombing and shooting finally ended last night, almost 40 had been injured. Before leaving were were told that two more died at the hospital.

BBC - "What brought the attack to an end?"

Io - "The camp is also guarded by a very small contingent of the United States, who apparently had been called to manage some problems in the nearby city of Tikrit. Whatever the reason, they were not present on that day, otherwise the attack would not have been possible. Once the Americans were back, actually a handful of them, the Iraqi army withdrew.What happened is extremely serious, a deliberate attack on civilians on political grounds in a place where the international community is present and involved. Camp Ashraf has been recognized as a refugee camp by the UN, but nobody is providing security, and the host country is actually attacking a group of people who it should protect!"

BBC - "What do you intend to do now?"

Io - "Ours was not an official visit, but I am preparing a series of questions for the Italian Government and the European and international institutions that are present in Iraq. It is not possible to abandon thousands of people, in the middle of nowhere, at the mercy of a government that has the explicit goal of getting rid of them all in any possible way! I would encourage you to air some of the images or footing we took with our phones the other day, they will clearly show you how it went. But even more important and interesting it would be interesting to investigate WHY it happened. Baghdad says that the mojahedin are terrorists, while, one could say that the opposite is true. According to the Iraq government we deserved that treatment because we were a bunch of terrorists...

BBC - "One last question, would you go back?"

Io - "I'm not sure there will be a Camp Ashraf in the future. In addition to alerting the Italian government and European institutions, who both fund the Iraqi government, and the Americans, who should guard the camp in a more efficient way, I intend to meet the Iraq Ambassador here in Rome to formally ask an explanation for what has happened. Next time I go to Ashraf or anywhere else in Iraq, it will be on an official visit with other national MPs and MEPs to find a solution for the mojahedin that still live there and who, by the way, mean no harm to Iraq.

BBC - "Thank you Senator, we will continue following the developments in Iraq. The best of luck for your work"

Io - "Thank YOU".


SMS Lolla - "M'hai solato un'altra volta coll'esclusiva!"

Io - "Era la BBC! E, ricorda, non c'é due senza tre…"

L - "E il quattro vien da sé. Comunque non ti azzardare più, capito?!?"

Io - "Agli ordini! Ci vediamo dopo alla stampa estera?"

L - "Sura darling"

Io - "te possino!"


SMS Nadeya - "Tu peut parler?"

Io - "bien sûr, mai très vitement, s'il te plait."


Whatsapp M - "Eri su tutti i canali..."

Io - "Uno deve rischiare la vita per andar in TV. Che schifo"

M - "Ti va di vederci?"

Io - "..."

M - "Da me".

Io - "addirittura! Alle 10, ciao"

Saturday, August 8, 2015

I primi 23 episodi di #ItalianHouseofCards by @perdukistan

Tra dicembre 2014 e gennaio del 2015, Marco Perduca, Senatore Radicale nella XVI legislatura, ha pubblicato questa serie blog intitolata "Italian House of Cards" liberamente tratta dalla sua esperienza in Parlamento e dedicata a chi, piuttosto che ai retroscena, alle vociate o gli scontrini, si interessa di una politica possibile. 

Buona lettura, buoni commenti e se conoscete qualcuno che la voglia trasformare in un bel prodotto audiovisivo, non esistate a lasciar qui o qui un commento o un contatto!



















Monday, February 2, 2015

Episode XVIII - very first draft

Stamani son andato a correre sull'altra sponda del Tevere, quella su cui tempo fa avevo visto i fuochi. In effetti c'è un vero e proprio accampamento dove vivranno almeno una decina di persone. A vederle paiono indiani, parlano una lingua a me inintelligibile e son tutti ben rasati. Le capanne sono costruite con pezzi di legno di varia provenienza e coperte con teloni di plastica tenuti insieme da cordami. Visto il numero delle persone che si ritrovano intorno al fuoco o ci sono altre capanne sparse tra i canneti circostanti oppure questi disgraziati dormono uno sopra l'altro. Francamente non saprei si possa esser d'aiuto informare i vigili… Mentre mi avvicinavo all'accampamento alla BBC parlavano dell'ultimo fronte di Putin, quello delle province filo-russe della Georgia. Ancora una volta nessuno riesce a prevenire gli assalti russi né a soccorrere gli aggrediti. Malgrado la caduta dell'Unione Sovietica la storia continua a ripetersi.

WhatsApp Edo - "Ti cercano da SkyNews24 per una trasmissione sulla Georgia ma vorrebbero sapere qual'è la tua posizione"

Io - "ieri avevo preparato questa dichiarazione che poi alla fine non ho mandato per usarla come traccia per l'intervento in aula. Per l'appunto non ci sarà un dibattito, pare, sulla Georgia, quindi manda pure questo. Grazie!

Mentre diversi paesi, come la Lithuania, l'Ukraina, gli Stati uniti e la Francia, con Bernard Kouchner stanno inviando emissari diplomatici in Georgia, l'Italia a Tblisi è rappresentata solo da un incaricato d'affari. Vista la paralisi del Consiglio di Sicurezza ad opera della diplomazia russa, occorre agire urgentemente in loco: il Ministro si coordini col collega francese chiedendo una riunione straordinaria del Consiglio degli affari generali dell'UE a Tblisi stessa per imporre, da subito, con la loro mera presenza nel paese, il cessate il fuoco e avviare un'intensa attività di contatti, anche transnazionale, che non escludano però gli abkhazi e gli osseti.

Occorre infatti fare molta attenzione alle richieste degli abitanti delle due province e in particolare a quelle degli abkhazi, che conosco personalmente, e coinvolgerli quanto più possibile direttamente, come già avveniva con la missione UNOMIG, nella ricerca di una soluzione alle loro richieste. Parlare con Mosca perché li tranquillizzi o se ne faccia portavoce, ci fa correre il rischio di creare le condizioni per un’annessione manu militari della punta occidentale della Georgia. Se veramente si ha a cuore la stabilità della regione, questa sicuramente non può essere negoziata senza tenere di conto delle aspirazioni degli abkhazi che, non necessariamente, sono sovrapponibili alle mire russe sul Mar Nero.

Per quanto mi riguarda, son pronti a facilitare il processo negoziale fungendo da ponte con la leadership abkhaza, che conosco grazie alla loro appartenenza all’UNPO, un’organizzazioni di popoli e nazioni non rappresentanti con sede a l’Aia, di cui sono stato recentemente eletto.


Email SkyNews24 - "Grazie del comunicato senatore, siamo in attesa della conferma di un rappresentante dell'Ambasciata russa qui a Roma. Le faremo sapere"


WhatsApp Edo - "Doplo l'Aula anche la trasmissione è stata sconvocata…"

Io - "L'Aula lo posso capire perché il ministro è dovuto volare urgentemente a Bruxelles, la trasmissione invece…"


Telefonata Dell'Olmo - "E' arrivata la richiesta d'arresto per il tesoriere. E' un bel casino! La giunta per le autorizzazioni è stata convocata d'urgenza. Secondo me entro questa settimana arriva in aula".

Io - "Azz! Tu l'hai sentito?"

D - "Non risponde agli sms"

Io - "E chiamalo no?"

D - "Meglio di no, era un po' che i rapporti s'erano logorati…"

Io - "Beh io lo conosco poco. Ora lo cerco"

Io - "Mi ha risposto ringraziandomi e dicendomi che preferisce non parlar con nessun parlamentare ma solo coi giornalisti che lo stanno attaccando da tutte le parti e coi membri della giunta a cui ha chiesto di poter intervenire…"


WhatsApp Edo - "Ma dove sei? qui stanno continuando a uscire dichiarazioni su dichiarazioni sulla Georgia!!! Te le allego"

Io - "Grazie, dirama questa mia per favore. Ciao.

Ma davvero il Ministro ritiene che quanto ottenuto dalla Francia sia soddisfacente e che dimostri come Mosca riconosca l’importanza del ruolo dell’Europa? A parte il fatto che ancora una volta esistono (almeno) due versioni di quanto conquistato dal Presidente francese: secondo lui le truppe dovrebbero russe dovrebbero 3 settimane dopo le promesse di agosto, mentre per il Ministro russo 10 giorni dopo l’arrivo degli osservatori dell’UE, che a oggi son previsti per il 1 ottobre! C’è da chiedersi chi ancora possa ritenere la Russia un interlocutore sincero di cui ci si possa fidare.

Può darsi che i “dettagli” sulle date si siano persi nella traduzione? Oppure c’è un’associazione trans-nazionale al vilipendio dell’opinione pubblica europea? Stiamo correndo il rischio che si vengano a creare le condizioni per cui solo ed esclusivamente la NATO possa agire politicamente nella regione? Capisco che nella permanente necessità di interpretare quanto sottoscritto con Mosca non si possa imporre il rispetto dei patti ai russi, ma pensare che questa situazione porti un minimo di stabilità o sicurezza nella regione è del tutto irresponsabile.

Gli omicidi dei giorni scorsi di giornalisti indipendenti in Kabardino Balkaria, Inguscezia e Dagestan, i ritorni di frizioni in Nagorno Karabakh, il silenziamento di quanto detto da Mosca al Presidente Moldavo circa la Transnistria, nonché l’escalation della crisi politica ucraina la dicono lunga sulle intenzioni russe nella regione. Continuare a non imporre una posizione comune che sia chiara in merito al rispetto del diritto internazionale e dei patti siglati farà divenire l’Europa complice dei prossimi conflitti nella regione".


WhatsApp Simone - "Ooooh, la guerra fredda è finita!"

Io - "Lo dice l'assistente del tuo capogruppo?"

S - "Lo dicon in diversi qui in commissione difesa. A legger le tue dichiarazioni par d'essere negli anni '70"

Io - "Mi piacerebbe poter scrivere romanzi di spie ambientati in quelle zone e in quell'era ma qui, purtroppo, è tutto molto attuale. Ormai Putin lo dovrebbero conoscere bene, anche perché non perdon occasione di andarci a cena a casa!"

S - "Io son d'accordo con te, ma non son nessuno e son solo…"

Io - "Vedrai vedrai che alla fine lo Zio Sam c'aiuterà anche questa volta. Oggi si sta scrivendo un altro capitolo dell'inutilità politica dell'UE. Che disastro..."

S - "Pensa te che ho iniziato a uscire con una russa…"

Io - "Bon per te! Non le dire che mi conosci eh! ;-) Se fosse dissidente senti se c'ha un'amica!"


WhatsApp Vittoria Menta - "Stasera?"

Io - "Si ma tardi"

VM - "Qui è un delirio per via della Georgia quindi OK"


SMS GruppPD - "L'informativa del Ministro degli esteri sulla crisi georgiana si terrà domattina alle ore 730 e solo per le commissione III e IV di Camera e Senato. Si raccomanda presenza."

SMS Nadege - "J'ai compris. Addio"

Io - "...'


Saturday, January 31, 2015

Episode XVII - first draft

Ho ridotto il tempo di corsa a 20 minuti. Corro più veloce. In commissione sanità siamo arrivati alle fasi conclusive dell'ostruzionismo sulla legge sul testamento biologico e si fa tardi tutte le notti. Anche la BBC spesso affronta la questione eutanasia nel Regno Unito, dove molto più laicamente si chiama right to die e non in altri nomi che possano spaventare l'elettorato. Onore al merito. 

In questi giorni anche l'Olanda e il Belgio stanno modificando le loro leggi, prevedendo l'eutanasia anche per i bambini, e la BBC affronta la questione con interventi favorevoli e contrarmi. Non ho mai sentito intervistare un prete. Quando invece parlano d'Italia, partendo sempre dal caso Eluana Englaro e mai da quello di Welby, il prelato diventa imprescindibile. Anche per la BBC. E' in quei momenti che aumento il passo. Per il nervoso. Anche sotto la pioggia battente.


 

Email l'Opinione - Buongiorno Senatore, le mando la sbobinatura dell'intervista di ieri. Resto in attesa di un suo via libera. Cordialente. E.

Senatore, Come si aspetta che venga formulata questa legge?

 
Credo che, al netto del dibattito in commissione al Senato, il testo di entrata sarà al 99 per cento uguale ai testo di uscita. Spero che i 322 senatori si assumeranno la responsabilità di votare per qualcosa che garantisca le libertà costituzionalmente sancite.

Secondo lei tra queste libertà costituzionali rientra anche la possibilità di rinunciare ad idratazione e alimentazione forzata? Perché il punto centrale del dibattito rimane questo sebbene sollevi un gran polverone.

Sì questo è il punto centrale insieme al fatto che si devono rendere vincolanti le dichiarazioni anticipate di trattamento che vengono espresse dai cittadini. Se questo non venisse consentito - e le disposizione dei ddi che stiamo discutendo non danno certezze sul rispetto delle volontà dei paziente - avere una legge sarà inutile.

E’ dunque il rispetto della volontà dei singolo individuo ad essere prioritario a suo giudizio? 


Io credo che la legge debba vertere sul ‘testamento’ e non sul ‘biologico’. Deve essere un documento legale e non una cartella clinica. Deve garantire l’articolo 2 della Costituzione, messo in correlazione con l’articolo 32. L’articolo 2 dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, e tra i diritti inviolabili dell’uomo c’è anche quello di poter rifiutare le cure. Anche vitali. Nessuno -- e ripeto nessuno - può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. E la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana come codificati nell’articolo 2.
 

A proposito di Costituzione, pensa che la democrazia italiana sia in bilico, come qualcuno ha detto dopo lo scontro istituzionale tra Premier e Capo dello Stato? Tutti i giorni c'è una manifestazione in difesa detta Costituzione, lei non mi pare che aderisca…

Non aderisco perché credo che la legalità costituzionale in questo Paese venga violata da almeno trent’anni. La violazione della Costituzione è cominciata con le leggi di emergenza adottate negli annidi Piombo ed è continuata progressivamente. La violazione della legalità costituzionale era patente quando non si componeva la Commissione di vigilanza Rai o non si arrivava ad eleggere i membri mancanti della Consulta, o quelli del CSM o dell'autorità sulla comunicazione. Quanti dei manifestanti in difesa della Costituzione hanno detto o fatto qualcosa per queste violazioni patenti della Carta?
 

Lei è sceso in piazza per chiedere che Eluana venisse "liberata", cioè che potesse morire. Non ha avuto nessun dubbio? E ancora certo al 100% che quella sia stata la cosa giusta?
 Più che la cosa giusta era la cosa che lei avrebbe voluto. Penso di potermi fidare di più della memoria e dell’amore di un padre che degli ordini di un prete o di un capo partito. Siccome però nel dubbio in Italia esiste ancora la magistratura, ricordo che la volontà di Eluana è stata confermata da una sentenza.
 

La sua legge ideale sul testamento biologico come dovrebbe essere formulata? 

In modo che le dichiarazioni finali di un individuo siano vincolanti. Ritengo che sia assurdo dover rinnovare le disposizioni ogni tre anni. Occorre dare la possibilità di veder mantenuta la propria volontà fino all’ultimo secondo in cui la vita è degna di essere vissuta, dopodiché accada quel che IO, che sono il "proprietario" della mia vita, ritengo debba accadere.
Io - "Vista si stampi! Grazie. Saluti".

WhatsApp Edo - "Oi, hanno chiamato dal Sole per avere ulteriori informazioni sulla legge, che gli dico?"
 

Io - "W il sol dell'avvenir! digli che rilanciamo con un'iniziativa intitolata "Senatore per due ore". Ecco il testo del comunicato.
 

In queste ore la legge sul testamento biologico è in discussione presso la commissione Igiene e sanità del Senato. Qualunque sia l’esito dei lavori in commissione il disegno di legge finirà con l’essere la pietra tombale della libertà e dell’autodeterminazione del cittadino. Per rallentare il più possibile l’iter legislativo – facendo crescere la resistenza nel paese – invitiamo la cittadinanza a essere protagonista del processo legislativo formulando direttamente gli emendamenti che vorrebbero veder proposti al disegno di legge. Ci assumiamo la responsabilità di presentarli in tutte le sedi possibili. A questo sito tutte le informazione su come preparare emendamenti o ordini del giorno www.senatoreperdueore.it.

E - "Ahahaha, sul serio?!?!"

Io - "Certo, così voglio proprio vedere se quelli che si riempiono la bocca con la politica 2.0 riprenderanno la cosa o, come quelli che 'difendono la Costituzione' faranno finta di niente salvo poi indignarsi quando fa comodo a loro ;-)".

E - "Giusto!"


Email UfficioStampaPD - "Machedavero?"

Io - "Compagni, voi state li' a cantare bandiera rossa e noi invece la buttiamo sul partecipativo. Una comunità di individui non è comunismo, al limite comunitarismo, però sempre roba collettiva quindi vi dovrebbe garbare. Vedete di partecipare, almeno individualmente - oltre che rilanciare il comunicato stampa por favor!"

USP - "Daje!"

Io - "Ci conto eh!"


WhatsApp Edo - "Ha richiamato il Sole e ti fanno i complimenti, domani fanno un pezzo e nel domenicale lo citeranno di nuovo in una pagina sulla politica 2.0!"

Io - "Bene!"


Email CommSanità - "Senatore buongiorno, Le possiamo chiedere di passare a firmare i primi 500 emendamenti che nel fax molte delle firme non sono leggibili? Basta una sigla. Grazie"

Io - "Sicuramente. Passo nel primo pomeriggio".


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore anche io voglio esserlo per due ore! Stasera mi ci metto"

Io - "Pensavo che stasera avessi un impegno?"

V - "Pensavo che questa fosse una priorità…"

Io - "Appunto ;-)"

V - "A che ora?"

Monday, January 26, 2015

Episode XVI - first draft

Ormai la BBC non la ascolto quasi più mentre corro. E' difficile che riescano a darmi notizie che non conosca già, anche perché le ultime sedute erano occupate da votazioni a raffica e per non perder tempo son fisso sul terminale delle agenzie. A parte le cose più assurde che accadono nelle ex colonie di Sua Maestà - di recente non lascian passar giorno che non si parli di Pakistan - il resto è noto. Certo questo Pakistan geostrategicamente è sicuramente molto importante, specie per la sua relazione con la Cina in chiave anti India-Iran, però dopo un po' la voce del pakistano di strada stucca. In più, dopo che ho scoperto che quando traducono gli intervistati non anglofoni lo fanno con degli attori che fingono l'accento, devo dire che mi sono rimasti meno simpatici di quanto non fossero prima. Meno genuini e un po' dediti alla stereotipizzazione.

 

Email Società Dante Alighieri - "Senatore buongiorno. Ci hanno segnalato il suo intervento a fine seduta in cui criticava l'uso, anzi l'abuso, dell'inglese durante le riunioni in plenaria. La vorremmo invitare per un incontro privato per conoscerla e per capire se e come possa esser possibile rilanciare i gruppi "Amici della Dante" che anni fa erano molto attivi in Parlamento. Tra l'altro molti dei primi firmatari del nostro manifesto costitutivo fanno parte della sua tradizione politica! Cordialmente AM"

Io - "Buongiorno Direttore, molto volentieri. Ma non prima di due settimane. Nel frattempo le invio in anteprima anche una lettera al direttore che tra poco invierò al Foglio in risposta a un pezzo che, un po' superficialmente, spiegava quanto semplice sia l'onnipresente inglese. Casi saluti.

Al direttore: la mia esperienza di pratica dell'inglese mi ha fatto arrivare alla conclusione che esso non sia per niente fruibile a livello elementare, anzi! Essendo una lingua basata su espressioni idiomatiche con sfumature intraducibili, solo chi la padroneggia appieno può esser in condizione di comunicare concetti complessi oppure di ordinare un tè o un "latte" da Starbucks con la certezza di ricevere il prodotto desiderato.

L'inglese è una lingua difficilissima da padroneggiare perché implica uno sforzo mnemonico enorme: va saputa tutta a memoria, non si può star lì a costruire una frase sulla base di regole grammaticali. E' il suo bello!

Ma veniamo al problema centrale, diciamo politico, del perché l'inglese non renda fertile il mondo ma contribuisca, purtroppo e suo malgrado, a generare grandi inganni. In Italia da anni si ciancia dell'avvento di una Seconda Repubblica ed è invalsa la pratica di includere nel lessico politico termini anglofoni se non anglofili. Ebbene questi, lungi dal rappresentare o promuovere la realtà a cui fanno riferimento, abbagliano l'ignaro cittadino che non maneggia con dovizia di sfumature la lingua di Shakespeare.

Sveliamo qualche arcano: il premier è il capo del governo di un paese dove la figura del capo di stato è puramente cerimoniale e non partecipa minimamente alla vita politica del paese. Il premier non concerta le proprie decisioni con gli altri ministri e non si deve confrontare col voto di fiducia per vedere le proprie decisioni diventare legge. Certo si fa prima a dire premier che presidente del Consiglio dei ministri, ma cosa può essere il risparmio di un paio di parole di fronte alla ripetizione della nozione che la nostra Repubblica è, e resta, una Repubblica parlamentare?

Dopo il premier, è arrivata la politica cosiddetta bi-partisan, sempre pronunciata "bipartizan" piuttosto che "baipartisan". A parte il fatto che in Italia, indipendentemente dal sistema elettorale, non si è mai scesi sotto la decina di partiti presenti in Parlamento, ma se proprio dovessimo classificare certe decisioni prese all'unisono dai maggiori partiti italiani, si dovrebbe parlare di partito unico, specie in merito alle (contro) riforme e/o alla spesa pubblica, piuttosto che di due soggetti politici alternativi che si coalizzano in momenti cruciali nell'interesse del paese.

Per far vedere che il governo rispetta il Parlamento in dialogo con deputati e senatori - e non lo frequenta solo ed  esclusivamente per estorcere voti di fiducia a raffica - qualche anno fa è stato inventato il Question time. A differenza delle sedute della Camera dei Comuni di Londra però, dove il premier, quello vero, viene messo sulla graticola dai parlamentari, alla Camera dei deputati (in Senato non esiste) il tutto si risolve con una fiacca lettura di domande e risposte su questioni spesso marginali senza che ne segua il benché minimo dibattito politico.

Sempre restando in Parlamento, quando si preparano interrogazioni o interpellanze ovvero ordini del giorno o mozioni, i documenti vanno mandati al drafting. Allo stesso tempo, il o la presidente della seduta inaugura o conclude i lavori, o interviene su questioni regolamentari, leggendo uno speech. In questo florilegio di inglesorum le autorità garanti create negli ultimi 15-20 anni son sempre citate in quanto Authorities. Si tratta di entità create sulla base, almeno così fu pensato, del modello anglosassone di controllo indipendente di questioni di ordine generale e interesse  pubblico. Ma, a parte che l'equivalente negli Usa spesso si chiama Commission, in Italia tanto è l'amore per l'indipendenza del controllore che un numero fisso di "commissari" delle Authorities viene eletto dal Parlamento senza che, al contempo, siano stati fissati chiari criteri relativi alle competenze degli eletti al fine di evitare possibili conflitti di interesse. E infatti nelle Authorities italiane si trovano dermatologi alla  privacy - sì privacy ci mancherebbe! -, ex-parlamentari un po' dappertutto ed ex-funzionari di uno dei soggetti del duopolio televisivo a garantire l'imparzialità e la legalità delle telecomunicazioni.

Poi certo ci sono i partnerS,  le issueS, fino ad arrivare ai competitorS, tutti rigorosamente con la esse del plurale finale - che in italiano non è prevista. Poi c'è il board, il check-in, lo speaker, il briefing, la panel discussion e alle volte c`è anche il discussant (ma solo se l'evento è organizzato da Marta Dassù). E poi c'è il  tablet, lo smartphone e siamo pieni di fidelity card. Non possiamo dimenticare che ormai l'omosessuale non è tale se non è gay,  e che tutti insieme i problemi di identità di genere e orientamento sessuale vanno definiti coll`acronimo LGBT (lesbian, gay, bisexual,  transexual) e che c'è chi fa coming-out e chi invece outing.

Siccome poi, in virtù della massificazione dei consumi e delle abitudini, siamo tutti diventati orgogliosamente anticonformisti è stato inventato lo slow food contro il fast food di McDonald - questo invece sempre rigorosamente pronunciato senza la "esse" finale  - e si passano le ore in un posto che si  chiama Eataly (che la metà dei clienti chiama "ittitali"). Naturalmente per questi signori è sempre tutto OK, anche se son cresciuti ascoltando Ligabue e Jovanotti invece che i Beatles o i Rolling Stones. Infine, tanto è l'amore per la lingua del Bardo, che non vedono l'ora di chiamare per nome il buon Snowden storpiandolo in Iduard, quando invece dalla seconda lezione di inglese delle elementari ti insegnano l'eccezione della pronuncia di Eduard, proprio come quella di Elliot.

Insomma se la lingua dovesse esser lo specchio del popolo che l'ha espressa - affermazione che da convinto individualista anche nella linguistica rifiuto ritenendo che l'idioletto batta sempre il dialetto - il mero scimmiottare qualcosa che non si conosce potrà conferire al mondo molto poco degli usi e  costumi del popolo da cui codesta madre lingua proviene. Niente contro gli imprestiti lessicali o contaminazioni semantiche purché tutto ciò non divenga un assegno in bianco per finanziare la distruzione della nostra madre lingua. Anche perché "mammoni" in  inglese non esiste!"

 

WhatsApp Edo - "Ho trovato un pacco di risposte a tue interrogazioni scritte. Tutte del Ministero degli esteri. Le pubblico sul blog?"

Io - "Si grazie. C'è mica anche quella sull'ammontare dei finanziamenti delle agenzie delle Nazioni unite?"

Edo - "Niet"

Io - "Vabbè... pubblicale grazie. Dopo la sollecito in aula".


WhatsApp Vittoria Menta - "…"

Io - "Che è successo?"

VM - "Forse ieri sera abbiamo bevuto troppo?…"

Io - "Non io! ahahah"

VM - "Non ricordo molto… meglio così?"

Io - "Forse…"

VM - "Oddio no! non mi dica… che ho fatto?"

Io - "Allora, per prima cosa siamo passati a tu, e questo al tuo terzo mojito, poi… bhe diciamo che non è successo niente di male, né niente di cui restino tracce o ci si debba vergognare. Son cose che capitano ;-)"

VM - "Cioè…"

Io - "Ahhaha, ma davvero non ricordi niente?"

VM - "…No… dovrei?..."

Io - "Facciamo così, presto usciamo di nuovo e vediamo se risuccede, ok?"

VM - "Risuccede cosa... Ma non per bere però!"

Io - "Giammai! parleremo di politica, come l'altra sera, murando a secco!"

VM - "Cioè?"

Io - "Non importa, fatti un bel caffè. Mi pare ce ne sia bisogno!"


Email Gruppo PD - "La seduta di oggi è sconvocata. Alle 1430 importante riunione di gruppo. Si prega dare conferma di presenza".

 

WhatsApp Edo - "Deve esser successo un casino di quelli grossi. Pare che siano arrivati i carabinieri a perquisire l'ufficio del tesoriere del gruppo. Dove sei?"

Io - "Azz. brutta storia… porello..."

Edo - "Ecco, ora non ti lanciare a difendere il tuo amico però…"

Io - "Edo, mo' pure tu mi sei diventato un giustizialista a frequentare il gruppo?!? Son arrivati i carabinieri, quindi? E' già automaticamente colpevole?"

Edo - "No certo, però dimmi tu quale tesoriere di partito possa esser ritenuto senza macchia?"

Io - "I nostri tutti. Al limite se rubavano rubavano al Partito e non allo Stato. Certo è una misera soddisfazione però rispetto al resto…"

Edo - "Bravo, hai detto bene, misera - anzi, miserissima soddisfazione. Comunque ci vediamo alla riunione di gruppo"

Io - "Ho da fare, prendi appunti, mi raccomando?"

Edo - "Ma come ti vuoi perdere il processo stalinista al povero tesoriere?"

Io - "Sicuramente! Mi son già dovuto sorbire un paio d'espulsioni per motivi politici, la cacciata per l'arrivo dei carabinieri non ce la farei a tollerarla in silenzio..."

Edo - "E 'ndo' vai?"

Io - "contacts politiques :-P"

Edo - "La bella gazzella è tornata a Parigi e tu ti comporti subito così?"

Io - "1 non t'era mai piaciuta. 2 da quando mi fai il censore di costumi? 3 è veramente un contatto politico!"

Edo - "Simone?!?"

Io - "Ahahah ancora non son passato alla tua parrocchia ;-P"

Edo - "Ricordati che quando ti converti esigerò lo jus prime noctis!"

Io - "Mo' me lo segno. Ahahaha".


Email AnsaMed - "Senatore ha deciso quando partirete per l'Iraq?"

Io - "Non ancora, ma non credo che ne parleremo fino al nostro ritorno per  motivi di sicurezza. Mi spiace".

AM - "Capisco. Le posso chiedere l'esclusiva al ritorno?"

Io - "Molto volentieri".


SMS Lolla- "Ma ti pare che dai l'esclusiva a quello di ANSAMed?!?!? E io?"

Io - "Ma non seguivi il Ministro?"

L - "Si, ma che c'entra. Di te avrei scritto sotto mentite spoglie!"

Io - "Non ti preoccupare, non ho firmato contratti d'esclusiva. Comunque prima fatemi andare, e soprattuto tornare, e poi se ne riparla. Tutto bene per il resto?"

L - "Si si. Te la ricordi Biji del Kosovo? Adesso è ambasciatrice a Roma!"

Io - "Congratulazioni! Magari andrebbe organizzata una rimpatriata con amici e parenti, ci pensi tu?"

L  - "Il solito pigro! Appena torni e mi dai l'esclusiva ci coordiniamo"

Io - "shumë mirë"

L - "ahaha! ciaociao e take care"

Io - " ;-)"


WhatsApp Simone - "Oh senatore, qui ti cercano per una dichiarazione congiunta di tutti i gruppi sul Kosovo all'ONU. Edo mi ha detto che "hai da fare", che gli dico ai "miei"?

Io - "Questo. Grazie!

Se Belgrado è realmente disposta a modificare risoluzione per l'Assemblea generale, Italia si candidi a facilitare dialogo con Pristina

Se quanto riportato dalla stampa serba relativamente alla versione finale della risoluzione che Belgrado intende presentare alla prossima Assemblea generale circa lo status del Kosovo e le relazioni internazionali che ne deriverebbero dovesse corrispondere al vero, e cioè che verrebbe eliminato dal testo il passaggio in cui si dice che la 'secessione unilaterale' del Kosovo è un 'metodo inaccettabile di risolvere il problema' creato dalla proclamazione di indipendenza il 17 febbraio 2008' e che la Serbia sarebbe pronta ad accettare la dizione secondo cui Belgrado e Pristina sono disposte ad avviare un 'dialogo' e non a 'discutere su tutte le questioni' sul tappeto come previsto nel testo originario (che avrebbe lasciato intendere l'inclusione nelle discussioni anche della proclamazione di indipendenza) occorre che l'Italia si candidi a seguire i negoziati per conto dell'Ue e faciliti un compromesso in crescita.

Negli ultimi giorni erano giunti inviti a Belgrado a mostrare maggiore disponibilità sul tema Kosovo dai ministri degli esteri tedesco e britannico in colloqui separati avuti da entrambi a Belgrado. Sono mesi che il nostro Ministro ha dimostrato di saper cogliere le occasioni a sua disposizione per tener vivo il rapporto dell'Italia coi due paesi. Grazie anche al parere della Corte Internazionale di Giustizia occorre adesso che l'Italia si candidi a coordinare le azioni necessarie per rafforzare le istituzioni kosovare e fare tutti gli sforzi necessari perché queste non restino isolate in un momento delicato come quello in cui la comunità internazionale ha avviato il ritiro delle proprie truppe".

S - "Se, bonanotte!"

Io - "Buonanotte un fico secco! Io o così o non mi unisco a nessuna dichiarazione congiunta. Mi spiace, io in Kosovo nel 1998 ci son stato e ho visto quel che ho visto… i "tuoi" in quegli stessi giorni erano a pranzo a Belgrado…"

S - "Fai pure dichiarazione tua, poi ti mando la loro. Ciao e fai pochi danni!"

Io - "Vedo che siete tutti molto interessati al mio benessere… ahahaha"


SMS Nadeya - "Tu peut parler"

Io - "en réunion. désolé."