Tuesday, January 6, 2015

Episode VII - first draft

E' un po' di tempo che quanto la mattina arrivo all'altezza del ponte di Testaccio sento un odore di bruciato. Non proprio di legno bruciato... Alle volte c'è anche un forte odore di cibo bruciato. E non dei migliori... Stamani ho deciso di rallentare per capire da dove potesse venire. Dall'altra del fiume, poco lontano da una caserma dei vigili del fuoco, ho notato delle fiammelle tra le frasche. Messo meglio a fuoco, ho notato anche dei pezzi di tela, di cartone e ondulato disposti a mo' di capanna... Poi ho visto un gran movimento di persone che, presumibilmente, si stavano preparando qualcosa da mangiare.  Allargando l'inquadratura complicata dalle lacrime del freddo, ho visto che in effetti tra le canne c'erano altre capanne vicino al luogo del fuoco. Il fumo era nero e piuttosto fitto, ma dalla caserma dei vigili non notavo alcun movimento. Devo ricordarmi di andare a correre dall'altra parte domani e vedere meglio.


Ponte Sisto, in direzione del lungotevere dei Vallati.

Io - "Tenga, son tutti gli spicci che ho".

Mendicante - "Grazie, grazie. Dio ti benedica"

Io - (sottovoce) "Dio non esiste, altrimenti…"


Riunione delle Commissione esteri e difesa di Camera e Senato. Commissione difesa, Senato della Repubblica

Lolli - "Buongiorno colleghi e benvenuto al governo. Per una volta partiamo con l'illustrazione degli ordini del giorno per poi passare agli emendamenti. Ringrazio tutti coloro che hanno deciso di riservarsi la possibilità di presentarli eventualmente in aula, ci aiuterà a guadagnare tempo in commissione; ne resta comunque uno relativo alla presenza italiana nella missione Onu a Cipro.

Io - "Grazie presidente, il senatore Canato purtroppo ha avuto un contrattempo stamani e mi ha chiesto di illustrare l'OdG, che ho comunque firmato. Procedo.

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge di Conversione in legge del decreto-legge, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione"; 
 

premesso che: 
- il 4 marzo 1964, con la Risoluzione n. 186 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, veniva istituita la missione UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus) che divenne operativa il 27 marzo 1964;  


- successivamente, il 15 luglio 1974, un tentativo di colpo di Stato da parte della formazione paramilitare EOKA-B, appoggiata dal governo di Atene in nome del mito dell'"Enosis" per l'annessione di Cipro alla Grecia, provocò la ferma reazione del Governo di Ankara che, per proteggere la minoranza turco-cipriota, inviò le proprie truppe nella parte Nord di Cipro; 

- il Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiese alle parti in conflitto un cessate il fuoco, entrato in vigore il 16 agosto 1974, e pose le basi per le negoziazioni tra la Grecia, la Turchia e la Gran Bretagna, le quali, sin dall'indipendenza di Cipro (avvenuta nel 1960) svolgono la funzione di Stati garanti dello statu quo tra le due comunità cipriote; 

- a seguito di tali accadimenti, il Consiglio di Sicurezza estendeva il mandato della Forza di UNFICYP in modo da vigilare sull'applicazione del cessate il fuoco, controllando una Bufferr Zone estesa per una lunghezza di 180 Km ed una ampiezza variabile da 20 metri a circa 7 Km che, di fatto, separa il Nord ove è insediata la comunità turco-cipriota dal Sud ove risiede in maggioranza la comunità grecocipriota e divide in due la città di Nicosia; 
 

- in ottemperanza a quanto premesso, all'articolo 1, comma 9 del provvedimento in oggetto è autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, la spesa di euro 266.997 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cipro (UNFICYP); 

- a partire dal 2002, contestualmente alla richiesta di entrata nell'Unione Europea di Cipro, le due comunità promossero con il Segretario generale dell'ONU Kofi Annan un piano per rianno dare i fili del dialogo che prevedeva la creazione di una Repubblica Unita di Cipro, con bandiera nazionale ed inno unificati; 

- su questa concreta ipotesi di soluzione delle controversie cipriote nel 2004 è stato indetto, senza successo, un referendum in cui la maggioranza (64,90%) dei votanti nella zona turca si è dichiarata favorevole, mentre la maggioranza (75,83%) dei votanti nella zona greca ha votato in modo negativo; 

- il 10 maggio 2004, Cipro è entrata a far parte dell'UE, anche se in pratica 1'acquis communitarie si applica, ad oggi, soltanto alla parte del Sud dell'isola, nonostante la stessa Unione avesse comunque previsto concessioni commerciali per stimolare lo sviluppo economico nel Nord; 

considerato che: 
- grazie all'impegno fattivo delle due comunità e al ruolo di sostegno e monitoraggio svolto in prima persona dall'attuale Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, dal settembre 2008 si è riaperta un fase negoziale caratterizzata da alcune novità rispetto al passato con la creazione di sei gruppi di lavoro (governance, affari europei, sicurezza e garanti esterni, territorio, proprietà, questioni economiche) e sette commissioni tecniche per la gestione di problemi legati alla vita quotidiana e la promozione di un clima di fiducia tra le due comunità; 

- dopo ormai cinque anni di lavoro comune, pur registrando progressi nella discussione degli affari europei e dell'economia ed una possibilità dì trovare un compromesso nei campi della governance, della sicurezza e sul ruolo dei garanti che paesi terzi potrebbero svolgere nei confronti di una Cipro riunificata, le richieste delle due delegazioni restano tuttora inconciliabili. Cosi come appare lontano anche il raggiungimento di un accordo sulla dirimente questione del territorio e della conseguente gestione delle proprietà abbandonate a causa degli scontri interetnici degli anni '60 e '70; 

- nel 2102, la grave crisi economica che ha fortemente interessato la Repubblica di Cipro, nonché l'assunzione da parte di quest'ultima, durante il secondo semestre, della presidenza di turno dell'Unione Europea, hanno di fatto generato un ulteriore rallentamento nei negoziati fra le due comunità che, secondo l'inviato speciale delle Nazioni Unite Downer, fino alle elezioni presidenziali sono destinati ad attraversare una fase di stallo; 
 valutato che: 

- nel presente provvedimento, al comma 9, articolo 1 si autorizza ", a decorrere dal 1º gennaio e fino al 30 settembre del corrente anno, la spesa di euro 198.698 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), di cui all'articolo 1, comma 9, del decreto-legge convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13."; 

 ricordato che: 
- il Governo italiano ha accolto un ordine del giorno con il quale si impegnava a favorire in sede europea - nel pieno rispetto dell'autonomia del processo negoziale in corso tra le due comunità - ogni iniziativa internazionale, anche economica, volta a facilitare il processo ed il contatto tra le parti per una soluzione concordata; 

 - il Governo italiano ha inoltre accolto un ordine del giorno con il quale si impegnava a continuare a porre in essere ogni utile azione, sia sul piano delle relazioni bilaterali sia negli appropriati consessi multilaterali ed in particolare in ambito europeo, volta a sostenere il dialogo tra le parti in vista dell'auspicato esito positivo del negoziato di pace, a vantaggio delle popolazioni interessate; 

- il Governo italiano ha infine accolto un ordine del giorno con il quale ribadiva l'impegno a continuare a porre in essere ogni utile azione, sul piano delle relazioni bilaterali e negli appropriati consessi multilaterali, volta a consentire il dialogo tra la Repubblica di Cipro e la comunità turco cipriota in vista della conclusione del negoziato di pace, a vantaggio di tutte le popolazioni interessate; ed a sostenere, in contatto con i partner membri dell'Unione Europea e la Turchia, quale uno dei Paesi garanti (Grecia, Gran Bretagna e Turchia), gli sforzi negoziali della missione di buoni uffici portata avanti dalle Nazioni Unite, garantendo la necessaria attenzione alle istanze di entrambe le comunità cipriote; 

- ribadito che l'impegno dell'Italia e dell'Unione Europea per un equo, imparziale e concreto prosieguo del processo negoziale, è ritenuto dagli attori coinvolti un elemento fondamentale per il raggiungimento di un accordo da ratificare con nuovo referendum popolare;

- invita il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, ad adottare le opportune iniziative volte a continuare a porre in essere ogni utile azione, sul piano delle relazioni bilaterali e negli appropriati consessi multilaterali, volta a consentite il dialogo tra la Repubblica di Cipro e la comunità turco-cipriota in vista della conclusione del negoziato di pace, a vantaggio di tutte le popolazioni interessate; 

- a ribadire il proprio sostegno, in contatto con i partner membri dell'Unione Europea e la Turchia (quale storico storico garante di Cipro assieme alla Grecia, Gran Bretagna e Turchia), gli sforzi negoziali della missione di buoni uffici portata avanti dalle Nazioni Unite, garantendo la necessaria attenzione alle istanze di entrambe le comunità cipriote. 

Nello scusarmi per la lunghezza dell'illustrazione, ringrazio in particolare il governo per l'attenzione con la speranza che questo ripasso di storia possa aiutare a far sollevare il dubbio che l'Unione europea, che ha vinto il premio Nobel per la pace, possa convivere con la VERGOGNA di ospitare sul proprio territorio la più antica missione di caschi blu!


WhatsApp Simone - "WOW letto tutto, ma proprio tutto tutto tutto. Grande!"

Io - "Si guarda, siccome non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire - e alle sette e mezzo di martedì si è sordi anche senza volerlo - almeno lo abbiamo fatto sentire al circuito interno e, quindi, a Radio Radicale. Non ci potranno dire di non esser stati coinvolti. Grazie, hai fatto un ottimo lavoro, come sempre!"


WhatsApp Edo - "Mi ci porti poi al mare a Cipro?"

Io - "No, ma se continui così ti ci mando! Hai presentato gli emendamenti?"

E - "Si tutto a posto, non ti preoccupare. La tua roba è in ufficio. E' tanta…"

Io - "Te l'ha detto il portiere che è tanta? ahahah"

E - "No, le mie braccia! Ricordati che l'incontro con l'ANP è stato a spostato a oggi nel pomeriggio - anche perché pare che non ci sia aula".

Io - "Perfetto! Grazie a dopo, ciao!"


Sala Raciti, Senato della Repubblica incontro dell'ufficio di presidenza della Commissione affari esteri e immigrazione allargato ai senatori interessati con una delegazione dell'Amministrazione Nazionale Palestinese.

Lolli - "A nome dell'ufficio di presidenza della commissione affari esteri del Senato della Repubblica do il benvenuto alla delegazione dell'ANP. Gli amici palestinesi si trovano in Europa in questi giorni per due motivi, da una parte per continuare la campagna di riconoscimento bilaterale dello Stato palestinese in vista di un riconoscimento alle Nazioni unite, dall'altra per annunciare il desiderio di accedere al Trattato di Roma della Corte penale internazionale. Come sapete l'Italia ha votato a favore della risoluzione presentata in Assemblea generale da decine di stati per un upgrade dello stato della Palestina, il che non ne riconosce la piena appartenenza all'ONU come stato membro, ma sicuramente ha lanciato un chiaro messaggio politico da parte di un ampio fronte di paesi a sostegno del processo di pace in Medio oriente attraverso la creazione di uno stato sovrano - il famoso "due popoli, due stati". Ringrazio il capo delegazione che ci ha voluto far pervenire per posta elettronica tutta la documentazione adottata da Ramallah, chiedo quindi ai senatori presenti se desiderano porre alcune domande ai nostri amici palestinesi.

Io - "Presidente, in attesa che qualche membro della presidenza si senta pronto, col suo permesso, inizierei io. Grazie!  Innanzitutto mi congratulo con le istituzioni palestinesi per la decisione di voler accedere al Trattato istitutivo della Corte penale internazionale, credo che si tratti di una decisione molto importante che ha complesse stratificazioni che non potranno che concorrere al rafforzamento delle istituzioni palestinesi. Lo dico perché, per esempio, l'Italia, che ha ratificato quello stesso trattato nel 1999, a oltre 10 anni da quell'atto non ha adeguato il proprio codice penale alle norme dello Statuto della Corte! Non l'ha fatto per disattenzione politica? Non l'ha fatto per problemi relativi all'immunità delle più alte cariche dello Stato? Non l'ha fatto per l'atteggiamento conservatore dei vetrici del Ministero della difesa? Non l'ha fatto perché ritiene che di esser sempre "willing e able" di perseguire a casa propria eventuali violazioni del diritto umanitario internazionale commesse dai propri militari? Ancora non ci è chiaro - e comunque non passa occasione che, almeno durante queste legislatura, non si sia insistito per sbloccare la situazione - però è certo che non l'ha fatto. L'ANP si è posta tutti questi problemi? Chi aiuterà il vostro parlamento, che come sappiamo non ha più legittimità del passaggio elettorale, e quindi rappresenta un contesto politico che non c'è più, coi problemi legali che emergeranno? Per esempio, esiste il reato di tortura nel codice penale palestinese? Non lo dico per provocazione, lo dico semplicemente perché nella scala di priorità, responsabilità e, forse ancor di più, di credibilità politica internazionale, occorrerebbe che alcuni aspetti relativi al contesto domestico palestinese venissero affrontati per esser chiariti prima di passare alla ratifica di decine di trattati e convenzioni in materia di diritti umani. 


Senza uno Stato di Diritto funzionante a livello nazionale, capace di far rispettare gli obblighi internazionali di un paese, il rispetto dei diritti umani rimane un principi da proclamare, ma non un obiettivo che può esser perseguito efficacemente. 

Seconda questione, la famosa, anzi, mi scuserete, famigerata questione del "due popoli, due stati". Sarà perché faccio parte di una tradizione e storia politica radicalmente liberale, che mette l'individuo e le sue libertà al centro del proprio agire, ma ritengo, continuo a ritenere, che l'autodeterminazione di un popolo, oltre a essere un'altra formula vuota, non include di per sé la possibilità di rispetto delle scelte personali dei componenti di quel popolo. Non son mai stato del parere che la "vox populi" sia "vox dei", anzi! Il populismo è, in potenza, il peggior nemico della democrazia e quindi dell'eguaglianza davanti alla legge! Qual'è il reale bisogno di creare un nuovo stato, quando abbiamo esempi di federazione di stati che vanno allargandosi e rafforzandosi sulla base della devoluzione della sovranità - di vari tipi di sovranità - a giurisdizioni soprannazionali? Se non esistesse la Convenzione europea dei diritti umani, e la corte che lavora per il rispetto delle norme in essa contenute, in Italia si praticherebbero trattamenti inumani e degradanti nelle nostre carceri senza che il governo si senta obbligato a porvi rimedio. Eppure siamo uno stato sovrano, con una bandiera, un esercito, una politica estera - ora, fortunatamente non più con una nostra monetina. Siamo la Repubblica itlaiana. Ma qual'è l'interesse principale di uno stato? Quello di fare gli interessi dello "stato", di un apparato, o quelli dei propri cittadini? E l'interesse di un cittadino, o di un gruppo - etnico o culturale o "sessuale" che sia - può esser ritenuto più importante degli interessi di altri cittadini o gruppi facenti parte dello stesso stato? E questo stato deve esser uno stato etnico? Quale sarebbe il ruolo della religione nella creazione, e nel governo, di questo Stato?

Per ogni domanda, io ho chiaramente una mia risposta, ma siccome siamo qui per ascoltare e non per predicare, spero che da parte dell'ANP ci arrivino parole chiare su questi temi che, senza ombra di dubbio, sono centrali per il benessere futuro dei palestinesi e la pace nella loro regione e altrove.

Prima di concludere, con il suo permesso presidente, vorrei omaggiare i nostri amici palestinesi della traduzione inglese del Manifesto di Ventotene, scritto da tre italiani costretti da Benito Mussolini su un'isola non lontano da Roma perché dissidenti politici nel suo regime fascista. Nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, quando non era per niente chiaro cosa sarebbe successo in Europa, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni - tre liberali radicali come ancora ce ne sono in giro - affermarono che la causa delle guerra è, per l'appunto, la sovranità assoluta degli stati. Spero che questo libriccino possa esser una lettura critica delle prospettive di chi, all'inizio del terzo Millennio, gira il mondo per promuovere il perfetto contrario di quell'analisi.


AgiMediterraneo - "Buonasera senatore, posso chiederle una battuta sull'incontro con la delegazione dell'ANP. Se non ricordo male era contrario al voto favorevole dell'Italia per il riconoscimento della Palestina all'ONU.

Io - "Siccome non era un voto per il riconoscimento della Palestina - l'eventuale modifica dello status alle Nazioni unite avviene con una decisione del Consiglio di Sicurezza - avrei preferito che l'Italia si astenesse, e non perché voglia tenere i palestinesi in una categoria inferiore rispetto al resto del mondo, ma perché la proposta di contrapporre uno stato sovrano a un altro per la ricerca della pace mi pare, mi è sempre parsa, una contraddizione in termini. Per poter arrivare a un negoziato che possa esser produttivo e strutturale, occorre che ai palestinesi venga data la possibilità di vivere in piena e totale libertà, e parlo di libertà civile e politica, non di libertà di contrattaccare. Son convinto che se l'ANP deciderà di affrontare chiaramente il problema delle riforme necessarie per diventare un'organizzazione che governa il territorio sotto la propria giurisdizione sulla base di regole precise, derivate dai più alti standard internazionali - come dicono di voler fare ratificando tutti i trattati internazionali in materia di diritti umani - il clima generale muterà radicalmente. Certo gli europei devono far la propria parte. E gli USA pure. Se però non si arriva neanche a pretendere che un'organizzazione come Hamas si disarmi a Gaza - oltre che chiaramente nei confronti di Israele… Infine, se mi consente un'aggiunta, sono invece molto interessato a capire come l'ANP intenda accedere al Trattato di Roma sulla Corte penale internazionale, perché non basta fare annunci, occorre adeguare la normativa interna a crimini le cui caratteristiche uno può scovare un po' dappertutto…

AgiMediterraneo - "E come le hanno risposto?"

Io - "Con un educato silenzio".

AM - "Quindi?"

Io - "Quindi, per quanto mi riguarda, se di fronte alle genuine richieste di spiegazioni si risponde col silenzio, o non si sa cosa rispondere, cosa che non credo, oppure si ritiene che l'interlocutore non gradirebbe sentire certe cose… Scelga lei".

AM - "Grazie. Quando il rifinanziamento delle missioni arriva in aula le chiederò un'intervista sulla questione cipriota; ho letto che col senatore Canato ha presentato un lunghissimo ordine del giorno".

Io - "Volentieri, ma forse sarebbe bene sentir direttamente lui. A presto!"


SMS KZ - "Ça va mon Ven.?"

Io - "Pas du tout… on se voit demain soir au ciné et je te dirai. Nuit".

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