Monday, January 26, 2015

Episode XVI - first draft

Ormai la BBC non la ascolto quasi più mentre corro. E' difficile che riescano a darmi notizie che non conosca già, anche perché le ultime sedute erano occupate da votazioni a raffica e per non perder tempo son fisso sul terminale delle agenzie. A parte le cose più assurde che accadono nelle ex colonie di Sua Maestà - di recente non lascian passar giorno che non si parli di Pakistan - il resto è noto. Certo questo Pakistan geostrategicamente è sicuramente molto importante, specie per la sua relazione con la Cina in chiave anti India-Iran, però dopo un po' la voce del pakistano di strada stucca. In più, dopo che ho scoperto che quando traducono gli intervistati non anglofoni lo fanno con degli attori che fingono l'accento, devo dire che mi sono rimasti meno simpatici di quanto non fossero prima. Meno genuini e un po' dediti alla stereotipizzazione.

 

Email Società Dante Alighieri - "Senatore buongiorno. Ci hanno segnalato il suo intervento a fine seduta in cui criticava l'uso, anzi l'abuso, dell'inglese durante le riunioni in plenaria. La vorremmo invitare per un incontro privato per conoscerla e per capire se e come possa esser possibile rilanciare i gruppi "Amici della Dante" che anni fa erano molto attivi in Parlamento. Tra l'altro molti dei primi firmatari del nostro manifesto costitutivo fanno parte della sua tradizione politica! Cordialmente AM"

Io - "Buongiorno Direttore, molto volentieri. Ma non prima di due settimane. Nel frattempo le invio in anteprima anche una lettera al direttore che tra poco invierò al Foglio in risposta a un pezzo che, un po' superficialmente, spiegava quanto semplice sia l'onnipresente inglese. Casi saluti.

Al direttore: la mia esperienza di pratica dell'inglese mi ha fatto arrivare alla conclusione che esso non sia per niente fruibile a livello elementare, anzi! Essendo una lingua basata su espressioni idiomatiche con sfumature intraducibili, solo chi la padroneggia appieno può esser in condizione di comunicare concetti complessi oppure di ordinare un tè o un "latte" da Starbucks con la certezza di ricevere il prodotto desiderato.

L'inglese è una lingua difficilissima da padroneggiare perché implica uno sforzo mnemonico enorme: va saputa tutta a memoria, non si può star lì a costruire una frase sulla base di regole grammaticali. E' il suo bello!

Ma veniamo al problema centrale, diciamo politico, del perché l'inglese non renda fertile il mondo ma contribuisca, purtroppo e suo malgrado, a generare grandi inganni. In Italia da anni si ciancia dell'avvento di una Seconda Repubblica ed è invalsa la pratica di includere nel lessico politico termini anglofoni se non anglofili. Ebbene questi, lungi dal rappresentare o promuovere la realtà a cui fanno riferimento, abbagliano l'ignaro cittadino che non maneggia con dovizia di sfumature la lingua di Shakespeare.

Sveliamo qualche arcano: il premier è il capo del governo di un paese dove la figura del capo di stato è puramente cerimoniale e non partecipa minimamente alla vita politica del paese. Il premier non concerta le proprie decisioni con gli altri ministri e non si deve confrontare col voto di fiducia per vedere le proprie decisioni diventare legge. Certo si fa prima a dire premier che presidente del Consiglio dei ministri, ma cosa può essere il risparmio di un paio di parole di fronte alla ripetizione della nozione che la nostra Repubblica è, e resta, una Repubblica parlamentare?

Dopo il premier, è arrivata la politica cosiddetta bi-partisan, sempre pronunciata "bipartizan" piuttosto che "baipartisan". A parte il fatto che in Italia, indipendentemente dal sistema elettorale, non si è mai scesi sotto la decina di partiti presenti in Parlamento, ma se proprio dovessimo classificare certe decisioni prese all'unisono dai maggiori partiti italiani, si dovrebbe parlare di partito unico, specie in merito alle (contro) riforme e/o alla spesa pubblica, piuttosto che di due soggetti politici alternativi che si coalizzano in momenti cruciali nell'interesse del paese.

Per far vedere che il governo rispetta il Parlamento in dialogo con deputati e senatori - e non lo frequenta solo ed  esclusivamente per estorcere voti di fiducia a raffica - qualche anno fa è stato inventato il Question time. A differenza delle sedute della Camera dei Comuni di Londra però, dove il premier, quello vero, viene messo sulla graticola dai parlamentari, alla Camera dei deputati (in Senato non esiste) il tutto si risolve con una fiacca lettura di domande e risposte su questioni spesso marginali senza che ne segua il benché minimo dibattito politico.

Sempre restando in Parlamento, quando si preparano interrogazioni o interpellanze ovvero ordini del giorno o mozioni, i documenti vanno mandati al drafting. Allo stesso tempo, il o la presidente della seduta inaugura o conclude i lavori, o interviene su questioni regolamentari, leggendo uno speech. In questo florilegio di inglesorum le autorità garanti create negli ultimi 15-20 anni son sempre citate in quanto Authorities. Si tratta di entità create sulla base, almeno così fu pensato, del modello anglosassone di controllo indipendente di questioni di ordine generale e interesse  pubblico. Ma, a parte che l'equivalente negli Usa spesso si chiama Commission, in Italia tanto è l'amore per l'indipendenza del controllore che un numero fisso di "commissari" delle Authorities viene eletto dal Parlamento senza che, al contempo, siano stati fissati chiari criteri relativi alle competenze degli eletti al fine di evitare possibili conflitti di interesse. E infatti nelle Authorities italiane si trovano dermatologi alla  privacy - sì privacy ci mancherebbe! -, ex-parlamentari un po' dappertutto ed ex-funzionari di uno dei soggetti del duopolio televisivo a garantire l'imparzialità e la legalità delle telecomunicazioni.

Poi certo ci sono i partnerS,  le issueS, fino ad arrivare ai competitorS, tutti rigorosamente con la esse del plurale finale - che in italiano non è prevista. Poi c'è il board, il check-in, lo speaker, il briefing, la panel discussion e alle volte c`è anche il discussant (ma solo se l'evento è organizzato da Marta Dassù). E poi c'è il  tablet, lo smartphone e siamo pieni di fidelity card. Non possiamo dimenticare che ormai l'omosessuale non è tale se non è gay,  e che tutti insieme i problemi di identità di genere e orientamento sessuale vanno definiti coll`acronimo LGBT (lesbian, gay, bisexual,  transexual) e che c'è chi fa coming-out e chi invece outing.

Siccome poi, in virtù della massificazione dei consumi e delle abitudini, siamo tutti diventati orgogliosamente anticonformisti è stato inventato lo slow food contro il fast food di McDonald - questo invece sempre rigorosamente pronunciato senza la "esse" finale  - e si passano le ore in un posto che si  chiama Eataly (che la metà dei clienti chiama "ittitali"). Naturalmente per questi signori è sempre tutto OK, anche se son cresciuti ascoltando Ligabue e Jovanotti invece che i Beatles o i Rolling Stones. Infine, tanto è l'amore per la lingua del Bardo, che non vedono l'ora di chiamare per nome il buon Snowden storpiandolo in Iduard, quando invece dalla seconda lezione di inglese delle elementari ti insegnano l'eccezione della pronuncia di Eduard, proprio come quella di Elliot.

Insomma se la lingua dovesse esser lo specchio del popolo che l'ha espressa - affermazione che da convinto individualista anche nella linguistica rifiuto ritenendo che l'idioletto batta sempre il dialetto - il mero scimmiottare qualcosa che non si conosce potrà conferire al mondo molto poco degli usi e  costumi del popolo da cui codesta madre lingua proviene. Niente contro gli imprestiti lessicali o contaminazioni semantiche purché tutto ciò non divenga un assegno in bianco per finanziare la distruzione della nostra madre lingua. Anche perché "mammoni" in  inglese non esiste!"

 

WhatsApp Edo - "Ho trovato un pacco di risposte a tue interrogazioni scritte. Tutte del Ministero degli esteri. Le pubblico sul blog?"

Io - "Si grazie. C'è mica anche quella sull'ammontare dei finanziamenti delle agenzie delle Nazioni unite?"

Edo - "Niet"

Io - "Vabbè... pubblicale grazie. Dopo la sollecito in aula".


WhatsApp Vittoria Menta - "…"

Io - "Che è successo?"

VM - "Forse ieri sera abbiamo bevuto troppo?…"

Io - "Non io! ahahah"

VM - "Non ricordo molto… meglio così?"

Io - "Forse…"

VM - "Oddio no! non mi dica… che ho fatto?"

Io - "Allora, per prima cosa siamo passati a tu, e questo al tuo terzo mojito, poi… bhe diciamo che non è successo niente di male, né niente di cui restino tracce o ci si debba vergognare. Son cose che capitano ;-)"

VM - "Cioè…"

Io - "Ahhaha, ma davvero non ricordi niente?"

VM - "…No… dovrei?..."

Io - "Facciamo così, presto usciamo di nuovo e vediamo se risuccede, ok?"

VM - "Risuccede cosa... Ma non per bere però!"

Io - "Giammai! parleremo di politica, come l'altra sera, murando a secco!"

VM - "Cioè?"

Io - "Non importa, fatti un bel caffè. Mi pare ce ne sia bisogno!"


Email Gruppo PD - "La seduta di oggi è sconvocata. Alle 1430 importante riunione di gruppo. Si prega dare conferma di presenza".

 

WhatsApp Edo - "Deve esser successo un casino di quelli grossi. Pare che siano arrivati i carabinieri a perquisire l'ufficio del tesoriere del gruppo. Dove sei?"

Io - "Azz. brutta storia… porello..."

Edo - "Ecco, ora non ti lanciare a difendere il tuo amico però…"

Io - "Edo, mo' pure tu mi sei diventato un giustizialista a frequentare il gruppo?!? Son arrivati i carabinieri, quindi? E' già automaticamente colpevole?"

Edo - "No certo, però dimmi tu quale tesoriere di partito possa esser ritenuto senza macchia?"

Io - "I nostri tutti. Al limite se rubavano rubavano al Partito e non allo Stato. Certo è una misera soddisfazione però rispetto al resto…"

Edo - "Bravo, hai detto bene, misera - anzi, miserissima soddisfazione. Comunque ci vediamo alla riunione di gruppo"

Io - "Ho da fare, prendi appunti, mi raccomando?"

Edo - "Ma come ti vuoi perdere il processo stalinista al povero tesoriere?"

Io - "Sicuramente! Mi son già dovuto sorbire un paio d'espulsioni per motivi politici, la cacciata per l'arrivo dei carabinieri non ce la farei a tollerarla in silenzio..."

Edo - "E 'ndo' vai?"

Io - "contacts politiques :-P"

Edo - "La bella gazzella è tornata a Parigi e tu ti comporti subito così?"

Io - "1 non t'era mai piaciuta. 2 da quando mi fai il censore di costumi? 3 è veramente un contatto politico!"

Edo - "Simone?!?"

Io - "Ahahah ancora non son passato alla tua parrocchia ;-P"

Edo - "Ricordati che quando ti converti esigerò lo jus prime noctis!"

Io - "Mo' me lo segno. Ahahaha".


Email AnsaMed - "Senatore ha deciso quando partirete per l'Iraq?"

Io - "Non ancora, ma non credo che ne parleremo fino al nostro ritorno per  motivi di sicurezza. Mi spiace".

AM - "Capisco. Le posso chiedere l'esclusiva al ritorno?"

Io - "Molto volentieri".


SMS Lolla- "Ma ti pare che dai l'esclusiva a quello di ANSAMed?!?!? E io?"

Io - "Ma non seguivi il Ministro?"

L - "Si, ma che c'entra. Di te avrei scritto sotto mentite spoglie!"

Io - "Non ti preoccupare, non ho firmato contratti d'esclusiva. Comunque prima fatemi andare, e soprattuto tornare, e poi se ne riparla. Tutto bene per il resto?"

L - "Si si. Te la ricordi Biji del Kosovo? Adesso è ambasciatrice a Roma!"

Io - "Congratulazioni! Magari andrebbe organizzata una rimpatriata con amici e parenti, ci pensi tu?"

L  - "Il solito pigro! Appena torni e mi dai l'esclusiva ci coordiniamo"

Io - "shumë mirë"

L - "ahaha! ciaociao e take care"

Io - " ;-)"


WhatsApp Simone - "Oh senatore, qui ti cercano per una dichiarazione congiunta di tutti i gruppi sul Kosovo all'ONU. Edo mi ha detto che "hai da fare", che gli dico ai "miei"?

Io - "Questo. Grazie!

Se Belgrado è realmente disposta a modificare risoluzione per l'Assemblea generale, Italia si candidi a facilitare dialogo con Pristina

Se quanto riportato dalla stampa serba relativamente alla versione finale della risoluzione che Belgrado intende presentare alla prossima Assemblea generale circa lo status del Kosovo e le relazioni internazionali che ne deriverebbero dovesse corrispondere al vero, e cioè che verrebbe eliminato dal testo il passaggio in cui si dice che la 'secessione unilaterale' del Kosovo è un 'metodo inaccettabile di risolvere il problema' creato dalla proclamazione di indipendenza il 17 febbraio 2008' e che la Serbia sarebbe pronta ad accettare la dizione secondo cui Belgrado e Pristina sono disposte ad avviare un 'dialogo' e non a 'discutere su tutte le questioni' sul tappeto come previsto nel testo originario (che avrebbe lasciato intendere l'inclusione nelle discussioni anche della proclamazione di indipendenza) occorre che l'Italia si candidi a seguire i negoziati per conto dell'Ue e faciliti un compromesso in crescita.

Negli ultimi giorni erano giunti inviti a Belgrado a mostrare maggiore disponibilità sul tema Kosovo dai ministri degli esteri tedesco e britannico in colloqui separati avuti da entrambi a Belgrado. Sono mesi che il nostro Ministro ha dimostrato di saper cogliere le occasioni a sua disposizione per tener vivo il rapporto dell'Italia coi due paesi. Grazie anche al parere della Corte Internazionale di Giustizia occorre adesso che l'Italia si candidi a coordinare le azioni necessarie per rafforzare le istituzioni kosovare e fare tutti gli sforzi necessari perché queste non restino isolate in un momento delicato come quello in cui la comunità internazionale ha avviato il ritiro delle proprie truppe".

S - "Se, bonanotte!"

Io - "Buonanotte un fico secco! Io o così o non mi unisco a nessuna dichiarazione congiunta. Mi spiace, io in Kosovo nel 1998 ci son stato e ho visto quel che ho visto… i "tuoi" in quegli stessi giorni erano a pranzo a Belgrado…"

S - "Fai pure dichiarazione tua, poi ti mando la loro. Ciao e fai pochi danni!"

Io - "Vedo che siete tutti molto interessati al mio benessere… ahahaha"


SMS Nadeya - "Tu peut parler"

Io - "en réunion. désolé."

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